30 Ottobre 2021
12:33

Draghi apre il G20: “Il multilateralismo è l’unica strada, il nazionalismo ci ha divisi”

Il presidente del Consiglio, aprendo i lavori del G20 di Roma, ricorda a tutti i capi di Stato e di governo presenti al summit l’importanza del multilateralismo, definito “unica risposta possibile”. La pandemia, ma anche “il protezionismo, il nazionalismo e l’unilateralismo ci hanno tenuti lontani”. Quello di Draghi agli altri leader è un messaggio chiaro, per superare le sfide del presente, dal cambiamento climatico alla pandemia, “andare da soli semplicemente non è un’opzione percorribile”.
A cura di Tommaso Coluzzi

Il presidente del Consiglio italiano apre il G20 di Roma con un breve discorso carico di significato. Sono tanti e difficili i temi sul tavolo del summit. Mario Draghi parla davanti ai capi di Stato e di governo, oltre che ai vertici dell'Unione europea, seduti intorno a un lungo tavolo ovale con al centro un prato verde realizzato all'interno della Nuvola nel quartiere Eur della Capitale: "È un piacere darvi il benvenuto oggi a Roma per questo vertice del G20 – comincia Draghi – Prima di tutto, vorrei dire che è bello vedervi tutti qui, dopo due anni difficili per la comunità globale. La pandemia ci ha tenuti lontani. E anche prima, abbiamo affrontato il protezionismo, l'unilateralismo, il nazionalismo". Ma "più andiamo avanti con le nostre sfide", più è chiaro che "il multilateralismo è la migliore risposta ai problemi che affrontiamo oggi". Per il presidente del Consiglio è "l'unica risposta possibile".

"Dalla pandemia al cambiamento climatico, alla tassazione giusta ed equa, andare da soli semplicemente non è un'opzione percorribile – continua Draghi – Dobbiamo fare tutto il possibile per superare le nostre differenze e dobbiamo riaccendere lo spirito che ha portato alla creazione di questo gruppo". Poi il presidente del Consiglio fa un punto della situazione: "A quasi due anni dall'inizio della pandemia possiamo finalmente guardare al futuro con ottimismo. Il successo delle campagne di vaccinazione contro il Covid e l'azione coordinata dei governi e delle banche centrali hanno permesso all'economia globale di riprendersi". Molti dei Paesi del G20 "hanno dato vita a piani di ripresa per rilanciare la crescita, ridurre le disuguaglianze, promuovere la sostenibilità". Poi si rivolge direttamente ai presenti: "Insieme, stiamo costruendo un nuovo modello economico, e il mondo ne beneficerà".

Draghi spiega che è necessario "essere consapevoli delle sfide collettive", perché "la pandemia non è finita e ci sono gravi disparità nella distribuzione globale dei vaccini". Nei Paesi più ricchi "oltre il 70% della popolazione ha ricevuto almeno una dose", in quelli più poveri "questa percentuale crolla a circa il 3%". Secondo il presidente del Consiglio "queste differenze sono moralmente inaccettabili, e minano la ripresa globale". Draghi ricorda che "siamo molto vicini a raggiungere l’obiettivo posto dall’Oms di vaccinare il 40% della popolazione globale entro la fine del 2021" e che "ora dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per raggiungere il 70% entro la metà del 2022".

Ma Draghi ricorda anche che bisogna continuare a "investire in ricerca, eliminare le barriere commerciali che riguardano i vaccini contro il Covid e migliorare la prevedibilità nella loro consegna". E poi bisogna "rafforzare le catene di approvvigionamento globali, aumentando al contempo la capacità produttiva a livello locale e regionale". L'Italia, come presidenza del G20, "ha lavorato per promuovere una ripresa più equa". Il Global Health Summit di Roma "ha visto Paesi e aziende impegnarsi generosamente per fornire vaccini ai Paesi più poveri", ma "dobbiamo essere sicuri di onorare le promesse". Draghi sottolinea anche il fatto che è stato raggiunto "un accordo storico per un sistema di tassazione internazionale più equo ed efficace". Oltre al fatto che sono stati destinati "650 miliardi di dollari come nuovi Diritti Speciali di Prelievo" ed è stata promossa "la possibilità di redistribuirli ai Paesi che ne hanno più bisogno". In conclusione "questi risultati ci ricordano con forza ciò che possiamo raggiungere insieme, ci devono incoraggiare ad essere altrettanto ambiziosi in tutti gli ambiti in cui lavoriamo insieme".

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