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Frustato con il filo del caricabatterie, 15enne si confida con l’IA e chiama il 112: “Mamma e papà mi trattano male”

Un 15enne di Novara ha denunciato anni di abusi fisici e psicologici da parte dei genitori, iniziati da quando aveva 6 anni per motivi scolastici. Dopo il consiglio dell’IA scappa di casa e denuncia i genitori.
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"I miei genitori mi trattano un po' male". Dietro queste parole pronunciate da un 15enne di Novara al telefono con la Polizia si nascondevano in realtà abusi fisici e psicologici che iniziati quando aveva appena 6 anni. A scatenare l'ira dei genitori sarebbe stato il rendimento scolastico del giovane e per questo la vita a casa era diventata un inferno, ma spingerlo a chiamare il 112 è stato il suggerimento  l'intelligenza artificiale.

A ricostruire la vicenda sono gli agenti della Questura di Novara, ai quali ha raccontato di essere scappato perché vittima di maltrattamenti, e che non aveva intenzione di tornare. Durante il colloquio con gli agenti, e poi con uno psicologo, è emerso che i genitori, molto esigenti dal punto di vista scolastico, lo avrebbero ripetutamente punito per il mancato raggiungimento di un voto alto nelle verifiche scolastiche. In particolare lo avrebbero percosso con l'uso di una cintura, fili di carica batterie, scopa, bastone di legno, utensili da cucina, rami di albero. Tutto questo per almeno tre volte a settimana e fin dall'età di 6 anni.

Una situazione insostenibile ma emersa quando il giovane ha chiamato la Polizia da casa di un amico. A dargli la forza di denunciare però sarebbe stato il suggerimento di un app di Intelligenza Artificiale. La piattaforma sarebbe stata la prima destinataria delle confidenze sugli abusi, nonostante fossero iniziati fin dalle scuole elementari. Un dettaglio che per i poliziotti è stato un ulteriore segno della "grande solitudine" provata dal ragazzo, come hanno spiegato loro stessi. Fortunatamente, davanti al suo racconto, l'IA ha risposto che "nessuno deve essere menato" e che "non era una situazione normale". Da lì, il 15enne ha chiesto aiuto al 112.

Una volante è andata a prenderlo e immediatamente sono stati sentiti l'amico che lo accompagnava e il padre di quest'ultimo, i quali hanno confermato la sua versione. A seguito di questi primi riscontri, il minore è stato affidato ai servizi sociali e i genitori – un 54enne e una 42enne originari del Bangladesh – sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per il reato di maltrattamenti.

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