"Questa volta non ha fatto il classico ‘boom' ma è un attentato a tutti gli effetti. Lo hanno fatto sapendo che noi siamo sotto scorta, sapendo che con noi è intervenuto lo Stato" così Luca Vigilante, direttore amministrativo di "Sanità Più" ha denunciato pubblicamente il nuovo attentato ai danni delle strutture socio assistenziali della Cooperativa sociale gestite dalla sua famiglia a Foggia, il quarto atto intimidatorio in appena un anno. L'ennesimo episodio nelle scorse ore, ancora una volta i criminali sono entrati in azione durante la notte approfittando delle poche persone in giro. In questo caso nessuna bomba come era capitato invece nell'aprile scorso  davanti al centro anziani "Il sorriso di Stefano". Qualcuno ha appiccato il fuoco al portone di ingresso  di "Ristorazione Più" dove si preparano i pasti per le strutture socio assistenziali del gruppo.

Secondo i primi accertamenti investigativi effettuati dalle forze dell'ordine, ad agire sarebbe stata una singola persona, un uomo che arrivato in bici e col volto coperto davanti alla sede e, dopo aver fatto un primo sopralluogo, è tornato e ha cosparso con liquido infiammabile la porta di ingresso, appiccando poi il fuoco. Le fiamme sono state poi domante dai vigili del fuoco ma hanno causato comunque notevoli danni. Come fanno sapere i titolari, la struttura ad ogni modo continuerà a lavorare regolarmente per confermare la volontà di non cedere a questi ricatti.

"Chi ha agito lo ha fatto sapendo che era appena entrato in vigore il nuovo Dpcm che stabilisce la chiusura dei locali alle 24: ha agito sapendo di avere meno testimoni possibili" ha sottolineato Luca Vigilante. Dall'inizio dell'anno, i fratelli Luca e Christian Vigilante sono stati colpiti quattro volte. La prima. nella notte del 3 gennaio. ignoti fecero saltare in aria l'auto di Christian Vigilante in via d'Aragona. Due settimane dopo, una bomba esplose davanti al centro diurno per anziani il "Sorriso di Stefano" in via Vincenzo Acquaviva, lo stesso centro preso di mira poi il primo aprile scorso, in pieno lockdown, con un'altra bomba.