Pietre contro tre giovani migranti che stavano andando a lavoro nelle campagne di Foggia. L’aggressione si è consumata all’alba di martedì 23 luglio e non è isolata. La dinamica è infatti molto simile a quella dell’episodio che si era verificato lo scorso 15 luglio contro altri due braccianti. Secondo le ricostruzioni, il primo dei tre feriti, un gambiano di 22 anni, è stato trovato dalla polizia lungo la statale 89, all’altezza del bivio per San Marco in Lamis, con una ferita alla testa. In ospedale, dove il ragazzi è stato medicato, gli agenti hanno individuato altri due migranti di 20 e 30 anni, anche loro feriti da sassi che sarebbero stati lanciati da una macchina in corsa nella stessa zona. Ora gli investigatori dovranno accertare se il ferimento dei braccianti sia avvenuto contestualmente.

Secondo TPI, il referto medico del giovane gambiano ferito parla di una frattura scomposta orbitozigomatico destro con evidente lesione cutanea ed edema palpebrale, dovrà essere operato e dovrà essere eseguita la valutazione oculistica.

Le sassaiole contro i tre braccianti – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – sono avvenute in due momenti differenti, tra le 5 e le 5.30 del mattino. I tre ragazzi vivono nell’ex fabbrica abbandonata DauniaLat in via Manfredonia, dove abitano anche i due migranti colpiti nell’episodio del 15 luglio. “Sono italiani, sono sicuramente italiani – afferma un amico delle vittime, che vive anche lui nella fabbrica abbandonata, in merito agli aggressori – Non è giusto che ci facciano del male”