Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, assistenti sociali insultati come “streghe” e “ladri di bambini”: scatta la denuncia

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Nathan Trevallion e Catherine Birmingham
Insulti e accuse contro gli assistenti sociali che hanno seguito il caso della famiglia nel bosco: tra gli epiteti rivolti agli operatori anche “streghe” e “ladri di bambini”. L’Ecad 14 del Vastese decide di tutelare la propria immagine e conferisce mandato a un avvocato.

Da mesi gli assistenti sociali che si sono occupati della ‘famiglia nel bosco‘ di Palmoli, in provincia di Chieti, sono bersaglio di critiche, insulti e accuse per il modo in cui è stata gestita la vicenda dei tre bambini allontanati dai genitori. Alcuni operatori sono stati definiti "streghe" e "ladri di bambini", mentre sono state contestate loro presunte mancanze di imparzialità, scarsa collaborazione con la famiglia e comportamenti ostruzionistici.

Ora l'Ecad 14 del Vastese, l'ente che gestisce i servizi socio-assistenziali per 21 Comuni del territorio, ha deciso di rispondere anche sul piano legale. L'ente ha infatti conferito mandato all'avvocato Guido Giangiacomo per tutelare la propria immagine e quella dei suoi collaboratori. Attraverso il legale, difende il lavoro svolto dagli operatori, sostenendo che abbiano sempre agito "con professionalità e rigoroso rispetto della legalità e dei bisogni dei cittadini". L'Ecad ribadisce la propria disponibilità a collaborare con i Comuni e con l'autorità giudiziaria, ma avverte che non intende più tollerare dichiarazioni gratuite e prive di fondamento. Eventuali ulteriori affermazioni ritenute lesive saranno perseguite nelle sedi competenti.

Famiglia nel bosco, il procedimento disciplinare per l'assistente sociale

Le contestazioni sulla gestione della famiglia di Palmoli hanno riguardato anche direttamente Veruska D'Angelo, l'assistente sociale che ha seguito il caso. A settembre il collegio territoriale di disciplina dell'Ordine degli assistenti sociali dell'Abruzzo ha avviato un procedimento disciplinare dopo due segnalazioni: una della presidente dell'Ordine, Francesca D'Atri, e un'altra contenuta in un esposto degli ex avvocati dei genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.

Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas avevano contestato alla professionista un presunto atteggiamento ostile e una mancanza di imparzialità. Nell'esposto erano state sollevate anche questioni relative ai rapporti tra i bambini e alcuni familiari, tra cui le difficoltà nelle telefonate con la nonna e nell'organizzazione degli incontri. Si tratta di accuse ancora da valutare, che non equivalgono a responsabilità disciplinari accertate.

Palmoli, i sindaci dell'Ecad avevano già deciso di tutelarsi

La tutela dell'immagine dell'Ecad era già stata affrontata a febbraio durante una conferenza dei sindaci dell'ambito sociale. Alla riunione avevano partecipato 12 amministratori su 21 e la decisione di affidare un incarico legale era stata approvata all'unanimità dai presenti. Tra loro anche Giuseppe Masciulli, sindaco di Palmoli, che in passato aveva espresso perplessità sulla permanenza dei bambini nella struttura protetta.

In quella circostanza era stato affidato un incarico all'avvocata Maria Pina Benedetti, con compenso a carico delle risorse pubbliche. Il nuovo mandato a Guido Giangiacomo rappresenta un ulteriore passaggio nella tutela dell'ente. Già a marzo, attraverso la propria legale, l'Ecad aveva difeso il lavoro degli operatori della casa famiglia di Vasto, sostenendo che fossero riusciti a ristabilire buone relazioni con i bambini e rimettendo al Tribunale ogni valutazione sulle decisioni successive.

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