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Alluvione Emilia Romagna 2023

Faenza, gli sfollati a Fanpage.it: “Abbiamo gridato dalla terrazza fin quando non è arrivato qualcuno”

Le voci raccolte da Fanpage.it al centro di prima accoglienza di Faenza allestito nel palazzetto dello sport PalaCattani. La città nella provincia di Ravenna è stata pesantemente colpita dal maltempo dell’Emilia Romagna.
A cura di Susanna Picone
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Fanpage.it tra gli sfollati a Faenza
Fanpage.it tra gli sfollati a Faenza
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“Abbiamo perso praticamente tutto, dobbiamo ricominciare daccapo”. “Non me l’aspettavo, io sono del ’77 e non è mai successa una cosa del genere”. “Ho alzato le persiane e ho visto questo mare gigantesco, ha buttato per aria le porte di casa”. “È tutto allagato, tutto da buttare in casa, ma siamo salvi”.

Sono queste solo alcune delle voci delle persone che nelle scorse ore hanno dovuto lasciare le loro case a causa del maltempo in Emilia Romagna e che oggi si ritrovano a dover ricostruire tutto.

Fanpage.it ha ascoltato le storie degli alluvionati che si trovano nel centro di prima accoglienza di Faenza, allestito nel palazzetto dello sport PalaCattani.

Faenza
Faenza

Una donna ha ricordato il momento in cui l’acqua è arrivata in casa: era dentro con la sua famiglia, per loro l’unica cosa da fare è stata salire sulla terrazza e iniziare “a urlare e gridare”. “Abbiamo gridato fino a quando non è arrivato qualcuno a prenderci, intanto mi è arrivata l’acqua fino sopra al ginocchio. C’era una bambina che quando si è accorta dell’acqua ha iniziato a urlare, non voleva andare via, quella era la casa, quando è arrivato il canotto abbiamo dovuto prenderla con la forza”, ha raccontato.

Faenza in queste ore sta provando a ripartire dopo l'alluvione. Stamattina la città si è risvegliata sotto un cielo grigio, nel tardo pomeriggio è arrivato un po’ di sole dopo tanta pioggia. I soccorsi non si sono mai fermati, c'è ancora gente intrappolata in casa con l'acqua fino al primo piano. Anche comunicare è ancora difficile e manca l'elettricità in alcune zone.

“L’ho visto in televisione ma non pensavo di viverla davvero, è una cosa che se uno non c’è non può descriverla”, le parole di un’altra signora su una brandina del centro di prima accoglienza, da oggi senza casa.

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