Inchiesta Expo Milano 2015: L’ex DC Frigerio rimarrà in carcere
Gianstefano Frigerio rimarrà in carcere. L'uomo, arrestato l'8 maggio nell'ambito dell'inchiesta sull'Expo 2015 di Milano, per i pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, non ha alcun impedimento di salute e dunque deve rimanere detenuto. L'ex parlamentare della Democrazia Cristiana aveva presentato la richiesta di arresti domiciliari per problemi a occhi e cuore a suo dire incombatibili con la vita all'interno di una cella. L'inchiesta, tuttavia, ha dimostrato che Frigerio – pur non guidando un'automobile – conduceva una vita assolutamente normale e non da "malato": viaggiava in treno o in aereo autonomamente e scriveva biglietti di suo pugno, nonostante i lamentati problemi alla vista. Per i problemi cardiaci, invece, era seguito dall'equipe medica del centro clinico di Opera, che poche settimane prima dell'arresto, in seguito a un controllo, affermarono che le condizioni di Frigerio erano discrete. A questo punto, comunque, si attendono le conclusioni del perito medico, che stabilirà se la saluta dell'imputato sia compatibile con la detenzione.
L'inchiesta che coinvolge Frigerio e Maltauro
Oltre a Frigerio nei guai ci sono anche Enrico Maltauro -imprenditore vicentino – Primo Greganti, Luigi Grillo (ex senatore Pdl), Sergio Cattozzo (Udc) e Angelo Paris (manager di Expo 2015). Maltauro, in particolare, oggi dovrà chiarire il funzionamento del "sistema" di gare truccate e mazzette per un totale di almeno 2 milioni di euro.