Sale a due il numero delle vittime dell'esplosione di un camion che trasportava Gpl avvenuta lunedì 6 agosto a Bologna: oltre all'autista del mezzo pesante, deceduto sul colpo, ha perso la vita uno dei feriti gravi, un uomo di 81 anni che era stato ricoverato all'ospedale Maggiore in terapia intensiva a causa delle gravi ferite riportate. G.M. era stato investito dall'onda d'urto, che gli aveva causato gravi lesioni peggiorate negli ultimi giorni. Sono ora nove i ricoverati in ospedale per l’esplosione: tutti vengono considerati non gravi. L'ottantunenne non si era ustionato ma era stato scaraventato a terra dalla deflagrazione, riportando diverse fratture. Dopo Andrea Anzolin, l’autista dell’autocisterna che aveva causato l’incidente, si tratta della seconda vittima.

G.M. lunedì scorso si trovava nella sua casa, in un condominio alle spalle della concessionaria Fiat e a pochi metri dal ponte autostradale. Stando a quanto è stato possibile ricostruire dopo la prima esplosione si era affacciato alla finestra per vedere cosa fosse accaduto. L’onda d’urto provocata dal secondo boato, quello più violento, l’ha scaraventato con violenza a terra, causandogli diversi traumi molto gravi che ne avevano richiesto il ricovero nel reparto di terapia intensiva. Il decesso è sopraggiunto per un arresto cardiaco, in un quadro clinico probabilmente compromesso dalle conseguenze della caduta.

Nel frattempo le condizioni degli altri nove feriti non destano particolari preoccupazioni. Tra loro c'è anche Massimo Piras, comandante del nucleo radiomobile dei carabinieri di Borgo Panigale: "Salvo imprevisti, se non risalela febbre, a giorni sarò dimesso. I tempi di recupero sono soggettivi, bisognerà aspettare che si rimarginino le ferite poi vedremo i tempi per tornare a lavorare", ha dichiarato il militare. "Sarà un attimo che ricorderò sempre. Stavo rientrando in caserma – ha raccontato ai microfoni di Trc tv – mezzo minuto prima è successo l’incidente. Eravamo lì per caso, con altri colleghi ci siamo fermati. Poteva sembrare un incidente normale, con un grande incendio. Abbiamo allontanato la gente, i curiosi, come solitamente succede. Poi l’esplosione. Non si riusciva resistere all’onda di calore. Io ero vicino alla recinzione di una concessionaria, ero esposto e mi sono messo a correre sentendo la pelle sciogliere. Adesso penso ad affrontare le ferite, a ristabilirmi. Poi penserò a ristabilire l’anima".