Erasmus: Foggia blocca i tagli del Ministero spagnolo

A cura di D. F.
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Tre studenti spagnoli in Erasmus nella città pugliese hanno lanciato una raccolta firme che nel giro di una settimana ha mobilitato 190mila persone. Così i tagli alle borse di studio decisi dal governo di Madrid sono stati posticipati di un anno.

Centonovantamila a 1. Non è risultato di una partita di calcio tra Real Madrid e Capracotta (ridente località molisana), ma il clamoroso successo ottenuto da tre ragazzi spagnoli, studenti Erasmus a Foggia, contro il governo iberico, che voleva tagliare le borse di studio per gli studenti all'estero: 190mila, per l'esattezza, è il numero di firme raccolte in 6 giorni dagli studenti in trasferta in Puglia. Il ministro dell'Educazione José Ignacio Wert, convinto di avere gioco facile nel tagliare le risorse pubbliche per le borse di studio, è stato costretto a fare retromarcia, malgrado fino alla fine si fosse detto irremovibile nella sua decisione, giustificata dalla grave crisi che imporrebbe alla Spagna, come all'Italia, tagli in tutti i settori. Per questo – secondo il ministro – chi va all'università all'estero deve partecipare ai sacrifici: "anche perché – spiegava – non abbiamo sforbiciato alla cieca e non abbiamo voluto mantenere la logica degli aiuti a pioggia. I fondi non si sono azzerati del tutto così abbiamo preferito aumentare le borse di studio agli studenti meno abbienti, con un reddito familiare inferiore ai 39mila euro, e ridurle per gli altri. Siamo consapevoli di chiedere un sacrificio alle famiglie della fascia media. Ma non avevamo molte altre scelte e abbiamo ritenuto più giusto non penalizzare chi ne ha davvero bisogno".

Ma il progetto del ministro non ha fatto i conti con tre agguerriti studenti Erasmus a Foggia: Iñaki Talens Beneyto, Fernando Orosco e German Fernandez Alba, che hanno iniziato a escogitare modi per sovvertire la decisione del governo iberico: "Al principio – hanno raccontato al Corriere – pensavamo solo di chiedere ai 60 compagni dell’Erasmus di Foggia che ci spiegassero che avevamo capito male, che non era possibile togliere un aiuto economico ad anno accademico iniziato. Ci sono studenti che contano i centesimi per arrivare alla fine del corso e non perdere quest’opportunità di studio. Togliergli all’improvviso 150 euro significa condannarli. In poco tempo però, non solo ci siamo resi conto che Madrid faceva sul serio, ma anche che la pagina Facebook veniva presa d’assalto. Migliaia e migliaia di adesioni. Iniziative analoghe alla nostra sono spuntate in decine di città universitarie, in almeno 15 Paesi dell’Unione. Erano gli studenti spagnoli che si organizzavano e protestavano. Non ci immaginavamo certo quel che poi è successo, ma siamo felicissimi".

L'iniziativa dei tre ha avuto un effetto domino sorprendente: i sindacati spagnoli li hanno sostenuti, i media ne hanno parlato e persino l'Unione Europea ha suggerito di non tagliare proprio sull'Erasmus, dando il via contemporaneamente a un nuovo programma di interscambio (chiamato Erasmus+) con una dotazione di 2miliardi di euro all'anno. Quello che è successo dopo ha dell'incredibile: la mobilitazione ha di fatto invertito la rotta. Il ministro Wert ha incontrato ieri il premier Rajoy e annunciato che non verranno tagliate le borse di studio agli studenti Erasmus. Le sforbiciate cominciano solo dal prossimo anno accademico.

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