video suggerito
video suggerito

Disposto arresto per figlia e genero di Riina: estorsione a imprenditori toscani, anche dal carcere

Su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, il Tribunale del Riesame ha disposto l’arresto per Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello, rispettivamente figlia e genero del boss mafioso Totò Riina per il reato di estorsione col metodo mafioso nei confronti di due imprenditori toscani. Le richieste anche via telefono dal carcere dove l’uomo era già rinchiuso.
A cura di Antonio Palma
12 CONDIVISIONI
Maria Concetta Riina
Maria Concetta Riina

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha disposto l’arresto per Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello, rispettivamente figlia e genero del boss mafioso Totò Riina, defunto capo di Cosa Nostra. L’accusa per entrambi è di estorsione in concorso nei confronti di due imprenditori toscani, aggravata dal metodo mafioso. Nessuno dei due però per ora andrà in cella per questo reato. La misura cautelare in carcere disposta dal Riesame, infatti, non è esecutiva e non lo sarà fino a quando non sarà definitiva. Devono trascorrere i tempi di un'eventuale ricorso in Cassazione e di un'eventuale pronuncia della Suprema corte che la confermi.

La vicenda giudiziaria in effetti va avanti già da tempo. Per i due indagati la procura di Firenze, che coordina l’inchiesta, aveva già chiesto la misura restrittiva più pesante dell’arresto in carcere ma il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato l’istanza. Il Gip infatti non aveva ritenuto sussistenti i motivi addotti dai pm per disporre il carcere.

Questi ultimi però avevano fatto ricorso al Riesame che ora ha accolto la richiesta ritenendo necessario il carcere per i due indagati in quanto ci sarebbe un fondato pericolo di inquinamento probatorio, il pericolo di reiterazione del reato e sussistenti e gravi indizi di colpevolezza anche in merito all'aggravante mafiosa.

I fatti oggetto di indagine risalgono a un anno fa, all’agosto 2024, mentre Ciavarello era già in cella per altri reati. L'uomo infatti era stato arrestato a Malta nel febbraio 2024 in esecuzione di un mandato di cattura europeo per frode e truffa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Ros, diretti dalla Dda di Firenze, Concetta Riina e Antonino Ciavarello, avrebbero “reiteratamente inviato pressanti, ossessive, minacciose richieste di denaro ai due imprenditori che hanno sortito l'effetto voluto tanto da costringere uno dei due imprenditori a consegnare all'indagata anche una somma di denaro".

Secondo l'inchiesta fiorentina, un imprenditore del Senes sarebbe stato costretto a dare una cesta di generi alimentari del valore di 150 euro e mille euro mentre la tentata estorsione ai danni di un altro imprenditore toscano, del Pisano, non sarebbe invece riuscita. Tra i messaggi che sarebbero stati inviati alle presunte vittime la donna avrebbe anche detto: "Noi siamo sempre gli stessi di un tempo, le persone non cambiano".

Per i pm, sia la figlia di Riina che il marito avrebbero partecipato al crimine, nonostante l’uomo in quei mesi fosse rinchiuso in un penitenziario. Secondo la Procura, infatti, Ciavarello dalla cella riusciva a inviare con un cellulare messaggi alla moglie su cosa fare e persino ai due imprenditori presi di mira. Durante la detenzione nel carcere di Rieti, nel marzo scorso, aveva anche intrapreso uno sciopero della fame a causa del mancato rinnovo della carta di identità, vicenda per la quale la moglie aveva rivolto un appello alle istituzioni: "Aspetta da giugno che gli venga rilasciata la carta di identità e ha bisogno di assistenza sanitaria urgente in carcere. Non è giusto quello che gli sta accadendo" aveva detto.

12 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views