Annamaria Franzoni sorretta dal marito e dalla dottoressa Ada Satragni
in foto: Annamaria Franzoni sorretta dal marito e dalla dottoressa Ada Satragni

L’Usl della Valle d’Aosta ha deciso di “licenziare” Ada Satragni, medico psichiatra 60enne noto alle cronache dal 30 gennaio del 2002, quando a Cogne fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi, tre anni. Un delitto per il quale è stata condannata la mamma del bambino, Annamaria Franzoni. Ada Satragni fu il medico che per prima intervenne nella villetta di Cogne e tentò di aiutare il bambino al quale diagnosticò un possibile aneurisma cerebrale. Ai funerali di Samuele la Satragni restò accanto ad Annamaria Franzoni, poi sospettata, arrestata e condannata per l’omicidio. Quel delitto segnò la dottoressa, al centro dei riflettori e delle polemiche per mesi. Ora la notizia è che la Satragni non può più essere un medico di famiglia. Non raggiungendo il numero minimo di pazienti previsto, il medico si è vista revocare la convenzione dall'Usl della Valle d'Aosta. La delibera dell'azienda sanitaria ha efficacia da sabato ma Ada Satragni ha depositato un ricorso d'urgenza in tribunale.

Il ricorso è dal gup che condannò Annamaria Franzoni – Oggi, dopo l’udienza dal giudice del lavoro di Aosta, il medico ha detto ai cronisti di essere “la stessa di 16 anni fa” e di rispondere “soltanto nelle sedi istituzionali”. La causa è stata discussa davanti al giudice Eugenio Gramola, lo stesso magistrato che nel 2004, in qualità di gup, condannò in primo grado a 30 anni di carcere la Franzoni per il delitto di Cogne. “È stata un'udienza interlocutoria, ce ne sarà un'altra”, ha detto l'avvocato di Satragni, Roberto Gatti. Secondo l'azienda sanitaria Ada Satragni, assistendo 275 pazienti a Cogne, non raggiunge il numero minimo di 300 fissato per il mantenimento della convenzione e di conseguenza non può più essere un medico di famiglia. Massimo Veglio, direttore generale dell'azienda Usl della Valle d'Aosta, ha confermato di aver applicato “in modo testuale una norma del contratto dei medici di medicina generale”. Il giudice Gramola valuterà se assumere un provvedimento cautelare, sospendendo eventualmente l'efficacia della delibera dell'Usl.