Davide sopravvissuto al terremoto in Indonesia: la fuga nudo, poi il viaggio lungo 4 giorni per tornare in Italia

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Davide sulla sinistra, una casa danneggiata dal terremoto a destra
Davide, fisioterapista di 31 anni, era a Flores con la fidanzata da 12 giorni quando un terremoto di magnitudo 7.7 ha sconvolto il loro viaggio in Indonesia. A Fanpage.it ha raccontato la fuga dall’hotel, l’allerta tsunami, le frane e i voli cancellati, fino ai quattro giorni necessari per tornare in Italia e alle difficoltà con le autorità italiane.

Era arrivato a Riung, sull'isola indonesiana di Flores, insieme alla sua ragazza per quello che avrebbe dovuto essere il loro primo grande viaggio insieme. Erano in Indonesia da dodici giorni quando, il 15 agosto, il terremoto ha sconvolto i loro piani. Da quel momento, per Davide e la sua compagna è iniziato un viaggio nel viaggio: quattro giorni tra strade interrotte dalle frane, voli cancellati e il timore di nuove scosse, prima di riuscire a tornare in Italia. In mezzo, una delle esperienze più traumatiche della loro vita.

Davide ha 31 anni, è fisioterapista, vive a Gorgonzola e lavora a Milano. La sua compagna ha 25 anni e aveva appena concluso la laurea magistrale in lingue. I due si trovavano a Riung la mattina del 15 agosto, quando alle 5:58 una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito Flores. L'epicentro era in mare, al largo della costa settentrionale dell'isola. Il terremoto ha provocato vittime e danni, mentre l'allerta tsunami ha spinto le persone ad allontanarsi dalle zone costiere.

Davide ha raccontato quei momenti in una lunga testimonianza pubblicata sui social. A Fanpage.it ha invece raccontato qualcosa in più di sé e del viaggio: era la loro prima esperienza importante insieme, organizzata subito dopo la laurea della ragazza. Dopo dodici giorni trascorsi in Indonesia, il viaggio si è trasformato improvvisamente in una fuga per mettersi in salvo e poi riuscire a tornare in Italia.

Terremoto in Indonesia, il racconto di Davide: "Il pavimento tremava, le case crollavano"

"Suona la sveglia e mi alzo per andare in bagno", scrive Davide. Mancano pochi minuti alle sei e i due stanno preparando gli zaini prima di partire verso l'aeroporto di Ende. Poi arriva il boato.

"Il pavimento inizia a tremare, le pareti si muovono all'impazzata". Davide corre verso la porta, ma la chiave cade dalla serratura proprio mentre cerca di aprirla. Per qualche secondo non riesce a uscire. Prova anche a ripararsi sotto il letto, senza riuscirci.

Fuori, intanto, "si sentono le case che iniziano a crollare, una dopo l'altra. Le urla sono interminabili". Alla fine riesce ad aprire la porta e a raggiungere la strada.

È qui che, nel racconto di quei momenti, entra anche un episodio quasi surreale. Davide si era appena spogliato per lavarsi e, non avendo il tempo di vestirsi, prende quello che trova più vicino alla porta: un cuscino.

"Esco di casa correndo, nudo, con le ciabatte, il culo di fuori e un cuscino davanti. Un capolavoro…", racconta nel suo post, con una punta di ironia nel ricordare una situazione che in quel momento aveva ben poco di divertente.

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Gli effetti del terremoto

Un uomo gli porta poi un asciugamano per coprirsi. Ma la paura non è finita.

Allerta tsunami a Flores, la fuga verso le montagne

Il terremoto aveva avuto origine in mare e Riung si trova a poche centinaia di metri dalla costa. Quando arriva la notizia dell'allerta tsunami, il proprietario della struttura in cui alloggiano sale sul suo furgone e fa salire sul cassone una quindicina di persone.

"Parte verso le montagne, mentre intorno a noi macchine e motorini corrono all'impazzata". Davide ricorda di aver trascorso quel viaggio guardando continuamente indietro, verso il mare, convinto che da un momento all'altro sarebbe arrivata l'onda.

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La devastazione del terremoto a Flores

Il gruppo raggiunge un punto sopraelevato e resta lì per circa un'ora e mezza. Nel frattempo arrivano informazioni sulle nuove scosse e sui rischi legati alla situazione. Il terremoto è stato seguito da numerose repliche e ha provocato anche frane e problemi alle infrastrutture.

Quando decidono di ripartire verso Ende, anche il viaggio si trasforma in una nuova prova. La strada interna è bloccata dalle frane e sono costretti a prendere quella costiera, mentre l'allerta tsunami è ancora in vigore.

"Non c'è connessione. Non abbiamo aggiornamenti. Siamo completamente isolati".

In alcuni punti le frane possono essere superate soltanto a piedi. A un certo punto Davide e la sua ragazza sono costretti a salutare il loro driver, Orly, e proseguire su due mototaxi. "Un grazie immenso non basterà mai".

Il ritorno in Italia: cinque voli e quattro giorni di viaggio

Dopo circa quattro ore arrivano a Ende, ma scoprono che i voli sono stati cancellati. L'assenza di segnale e i problemi alla rete elettrica avevano impedito loro di ricevere le comunicazioni.

L'unica possibilità è raggiungere Labuan Bajo, dall'altra parte dell'isola, dove l'aeroporto è ancora operativo. Secondo quanto racconta Davide nella sua testimonianza, dopo aver contattato Farnesina, ambasciata italiana e assicurazione, i due iniziano a cercare autonomamente una soluzione per rientrare.

Ma proprio il rapporto con le autorità italiane, racconta, è stato uno degli aspetti più deludenti di quei giorni.

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Una casa danneggiata dal terremoto in Indonesia

"Abbiamo chiamato la Farnesina e l'ambasciata già la sera del terremoto, ma non ci hanno saputo dare indicazioni concrete", racconta. Secondo Davide, dalla Farnesina sarebbe arrivata la rassicurazione che non ci fossero situazioni di pericolo, nonostante nelle ore successive a Flores si siano susseguite numerose scosse. Nei primi tre giorni, riferisce, sarebbero state circa mille.

Anche il contatto con l'ambasciata italiana a Jakarta, racconta Davide, non avrebbe risolto la situazione: "A malapena parlavano inglese, in italiano figuriamoci. Non capivano nulla e non sapevano dirci nulla, siamo stati liquidati".

A pesare, nella sua esperienza, è stato soprattutto il mancato contatto attraverso Viaggiare Sicuri. La sua ragazza era infatti registrata al servizio della Farnesina, ma, racconta Davide, non è mai stata contattata dopo il terremoto.

Dovrebbe servire apposta per queste situazioni. Potevamo anche essere morti. Zero".

Dopo ore di tentativi riescono infine a trovare un itinerario con cinque voli: Kupang, Jakarta, Bangkok, Stoccolma e infine Milano. Dopo dodici giorni trascorsi in Indonesia, sono serviti altri quattro giorni di viaggio per riuscire a tornare a casa.

Sono tornati a casa pochi giorni dopo il terremoto. Ma la paura, racconta Davide nel suo post, non è rimasta a Flores.

"Ogni strano rumore dopo il terremoto sembra l'inizio di una nuova scossa. Il corpo continua a reagire prima ancora che la mente possa capire cosa stia succedendo".

La riflessione di Davide: "Rimane solo una cosa, essere vivi"

Poi arriva la parte più personale della sua testimonianza. "È stata l'esperienza più traumatica della mia vita", scrive Davide. Il terremoto, però, gli ha lasciato anche una consapevolezza diversa, difficile da raggiungere nella normalità di tutti i giorni.

"In quei minuti ho capito quanto sia rara e preziosa la vita che viviamo. Quanto siamo fortunati a poterci svegliare ogni mattina, lamentarci del traffico, del lavoro, dei soldi, di una giornata storta o di un problema che in quel momento ci sembra enorme".

Di fronte alla possibilità concreta di morire, racconta, tutto quello che fino a pochi minuti prima sembrava importante cambia improvvisamente peso.

Quando ti trovi davanti alla possibilità concreta di morire, tutto questo perde improvvisamente importanza. Rimane solo una cosa, essere vivi".

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Davide in compagnia della sua fidanzata in Indonesia

È questa, più della paura, del terremoto e dei quattro giorni necessari per riuscire a tornare in Italia, la cosa che Davide dice di volersi portare a casa. "La vita è fragile, molto più di quanto immaginiamo". Una consapevolezza che, forse, sarebbe utile ricordare anche senza aspettare che sia una tragedia a costringerci a farlo.

E a pochi giorni dalla fuga raccontata da Davide e dalla sua compagna, sull'isola resta alta l'attenzione per l'attività sismica: oggi, giovedì 20 agosto, alle 10:47 ora locale, una nuova scossa di magnitudo 5.9 è stata registrata nella regione di Flores, a una profondità di circa 10 chilometri.

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