"Tedesco ha liberato Cucchi dalla morsa dei due militari che nella caserma Casilina lo stavano pestando. E lo ha fatto, prima richiamando verbalmente il collega Alessio Di Bernardo e poi stoppando materialmente Raffaele D'Alessandro", così l'avvocato del carabiniere a processo per il pestaggio e la morte di Stefano Cucchi ha chiesto in aula l'assoluzione piena per Francesco Tedesco, il militare che con le sue dichiarazioni ha fatto luce sul pestaggio mortale del geometra romano, incastrando i suoi colleghi. "Lui non ha partecipato all'aggressione, c'è una carenza assoluta di adesione al reato. Per questo chiedo l'assoluzione dal reato di omicidio preterintenzionale per non aver commesso il fatto" ha sottolineato il legale, l'avvocato Eugenio Pini.

Processo Cucchi: "Tedesco perderà la divisa"

Chiedendo l'assoluzione piena, il legale ha ricordato che "Tedesco ha dato una prova di resilienza. Purtroppo dopo questa vicenda temo perderà il posto di lavoro e la divisa, ritengo che abbia almeno diritto alla vita". "In questa vicenda Francesco Tedesco ha rappresentato inconsapevolmente la più piccola e debole rondella di un ingranaggio smisurato e potente che per una volta ha ruotato in controfase. Lui ha cercato di fermare questo meccanismo ma ne è stato inesorabilmente travolto, investito", ha aggiunto l'avvocato nell'arringa difensiva del processo che vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali  accusati di omicidio preterintenzionale, compreso Tedesco. "Stefano Cucchi lascia per strada una serie d'informazioni favorevoli a Francesco Tedesco. È  lui a dire che Tedesco ha urlato e l'ha salvato. Dopo averlo difeso, Tedesco ha soccorso e protetto il ragazzo, salvo poi, una volta lasciata la caserma, avvertire il comandante di quanto accaduto poco prima" ha ricostruito ancora il legale alla presenza del suo assistito, oggi presente in aula.

"Francesco Tedesco ha percorso un sentiero solitario; poi c'è stata la sua vittoria, una vittoria umana. Oggetto di questo processo è accertare se ha o meno concorso nell'omicidio di Stefano Cucchi, non misurare la tempestività o la puntualità delle sue dichiarazioni" ha precisato ancora l'avvocato, chiedendosi "C'è qualcuno in questa aula che possa con certezza affermare che il pacchetto conoscitivo di cui disponeva Tedesco, se svelato anche un giorno prima, sarebbe restato integro e fruibile e non sarebbe stato sminato e combattuto fino a farlo disperdere?". "Bisogna restare sordi innanzi a ogni tentativo di correlare il momento delle sue dichiarazioni alla sua credibilità; restare sordi innanzi ai tentativi di farlo nuovamente immergere nel silenzio; restare sordi innanzi a ogni tentativo di renderlo ridicolo; restare sordi innanzi a tutto quanto è periferico al processo anzi extraperimetrale" ha sottolineato Eugenio Pini.

Ilaria Cucchi: "Per fermare quei carabinieri non bastavano le parole"

Una ricostruzione accetta dalla stessa procura visto che, a differenza dei militari suoi colleghi, per Tedesco il pm ha chiesto l'assoluzione per questo specifico capo d'imputazione. Anche la stessa sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, su facebook ha spiegato che "le parole pronunciate da Tedesco mentre D'Alessandro e Di Bernardo stavano pestando Stefano, ‘Smettetela!! Non permettetevi!! Che cazzo fate?!?!', non sarebbero state sicuramente sufficienti a fermare la furia della violenza dei colleghi. Ci doveva essere un intervento fisico come è effettivamente accaduto".