1.294 CONDIVISIONI
Tragedia sulla Marmolada, crolla ghiacciaio
4 Luglio 2022
12:12

Crollo Marmolada, il glaciologo Frezzotti: “Tutte le Alpi a rischio, i ghiacciai si stanno ritirando”

L’intervista di Fanpage.it a Massimo Frezzotti, glaciologo dell’Università Roma Tre, sul crollo della Marmolada: “Temperature troppo alte, cambiamenti climatici drastici. Tutte le Alpi a rischio: da qui al 2050 i ghiacciai sotto i 3500 metri spariranno, rimarranno solo placche di ghiaccio.
Intervista a Massimo Frezzotti
Glaciologo dell'Università Roma Tre.
A cura di Ida Artiaco
1.294 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Tragedia sulla Marmolada, crolla ghiacciaio

"Come la Marmolada tutta l'alta montagna è a rischio eventi di questo tipo a causa dei cambiamenti climatici".

Il glaciologo Massimo Frezzotti, dell'Università Roma Tre, ha spiegato così a Fanpage.it perché dopo il crollo del seracco in Trentino, che ha provocato al momento 7 morti, 8 feriti e oltre dieci dispersi potrebbe ripetersi anche altrove sulle Alpi a causa delle temperature record che si sono registrate nelle ultime settimane.

"È pericoloso andare in queste zone in questo periodo", ha aggiunto, mentre continuano le operazioni di soccorso.

Prof. Frezzotti, cosa è successo tecnicamente ieri sulla Marmolada?

"Non conosco esattamente la dinamica, perché gli studi dovranno essere approfonditi e fatti successivamente.

Da quello che si vede dalle immagini e dalle fotografie oltre che dalle condizioni ambientali, si può dire che si è avuto un distacco di ghiaccio con una grossa quantità di acqua, in quanto nei filmati si vede che la valanga non era fatta di blocchi di ghiaccio ma era prevalentemente composta di acqua.

Per cui si può ipotizzare che si sia formata una grossa quantità a monte di un crepaccio che ha fatto poi distaccare il ghiaccio che è crollato a valle".

Era prevedibile? 

Il professor Frezzotti (screen da Youtube).
Il professor Frezzotti (screen da Youtube).

"Le condizioni sono anomale, nel senso che le temperature sono davvero elevate. È uscito uno studio del Cnr che dice che nel mese di giugno la temperatura è stata 2.3 gradi in più rispetto alla media stagionale.

Stiamo vivendo un mese con continue ondate di calore che portano ad avere grosse quantità di fusione in alta montagna e che aumentano i pericoli oggettivi che già normalmente ci sono a quell'altezza, proprio come le valanghe.

I ghiacciai attualmente non sono in equilibrio, si stanno ritirando, le condizioni ambientali stanno cambiando e ovviamente quando ciò succede la morfologia tende ad adeguarsi, ma ci vuole tempo. Ora sono instabili. Con una temperatura di 10 gradi centigradi è pericoloso andare in queste zone in questi periodi".

Oltre la Marmolada, ci sono anche altre zone a rischio? 

"Da qui al 2050 i ghiacciai sotto i 3500 metri spariranno, rimarranno solo placche di ghiaccio.

È una situazione che accomuna tutta l'alta montagna. Non che quelli sopra i 3.500 metri resteranno indenni, anche loro si ridurranno in maniera drastica.

Tutte le zone alpine sono a rischio, anzi possiamo dire che tutta la zona della criosfera sta cambiando a causa del cambiamento climatico, il che porta a un aumento della temperatura e una diminuzione delle precipitazioni nevose. È un cambiamento drastico.

Fenomeni di questi tipo ci sono non solo sulle Alpi, che sono ovviamente a rischio, ma vengono osservati anche sull'Himalaya e in altre zone del pianeta".

Cosa si può fare per invertire questa rotta?

"L'unica cosa che si può fare è ridurre i gas serra il prima possibile.

Il rapporto dell'International Panel for climate change che è uscito quest'anno mette in evidenza che dobbiamo agire ora, siamo ancora in tempo per farlo. Qualsiasi operazione o evento che ritarderà questo obiettivo sarà un debito ambientale che mandiamo alle prossime generazioni".

1.294 CONDIVISIONI
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni