Resta altissima la tensione nel Centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti di Torino, la struttura da tempo ormai al centro di polemiche e proteste per le condizioni in cui sono costrette a vivere le persone rinchiuse all’interno. Nelle scorse ore l’ennesima rivolta nata all’interno del Cpr è sfociata in una violenta sassaiola all’indirizzo degli agenti impegnati sul posto. Secondo fonti della Questura, i manifestanti avrebbero dato vita a un massiccio lancio di mattoni divelti dai muri in ristrutturazione che delimitano l'area, ferendo undici poliziotti e due carabinieri. La rivolta è scoppiata nella tarda serata di domenica nell'area viola del Cpr, la zona già scenario di una precedente sommossa durante la quale fu appiccato un incendio che ha provocato diversi danni.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la protesta sarebbe divampata al termine della mobilitazione dei centri sociali contro il complesso e gli altri centri di permanenza per il rimpatrio che è andata avanti per giorni davanti al Cpr di corso Brunelleschi. Approfittando del buio, nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 febbraio alcuni ospiti della struttura avrebbero divelto i mattoni dei muri e del marciapiede e, dopo essere saliti sul tetto di un modulo abitativo, li avrebbero lanciati contro gli agenti che presidiavano la zona all’esterno.

Diversi agenti sono stati colti di sorpresa e sono rimasti feriti. Per tredici di loro è stato necessario il trasporto in pronto soccorso dove però nessuno è stato giudicato grave. Hanno riportato contusioni giudicate guaribili in una settimana dai medici. Sul caso la polizia ha avviato le indagini acquisendo i video delle telecamere di sorveglianza per individuare i responsabili.