Sale a nove il numero dei detenuti del carcere di Modena morti in seguito alla rivolta esplosa due giorni fa per protestare contro la decisione del governo di limitare le visite dei congiunti per ostacolare la diffusione del coronavirus. Cinque sono deceduti nel penitenziario emiliano, gli altri morti sono invece tra i reclusi trasferiti nelle strutture di Alessandria, Verona, Parma e Ascoli Piceno dopo la rivolta.

Le due nuove vittime sono detenuti trovati senza vita nella loro cella nel corso della perlustrazione degli agenti di polizia penitenziaria, che hanno ripreso pieno controllo del carcere e stanno visionando la struttura. Quanto alle cause della morte, il primo dei due rinvenuti al carcere Sant'Anna sarebbe deceduto per un infarto. Per il secondo non si hanno ancora indicazioni. Restano intanto stazionarie le condizioni dei sei reclusi ricoverati nelle terapie intensive della provincia di Modena per intossicazione da medicinali, consumata durante l'assalto all'infermeria interna nell'ambito dei disordini di domenica. Tre detenuti, precisa l'Azienda ospedaliero-universitaria, sono ricoverati all'ospedale di Baggiovara, due al Policlinico e uno all'ospedale di Carpi. La prognosi resta riservata per tutti.

Nel frattempo sono terminati quasi ovunque i disordini che hanno interessato nella giornata di ieri oltre venti istituti di pena. In molti di essi le violente proteste si sono concluse e i reclusi sono tornati nelle celle. In alcuni istituti  invece la situazione non è ancora definita e le manifestazioni sono tuttora in corso. Anche a Rieti, spiega una nota del ministero della giustizia, tre detenuti sono stati trovati morti questa mattina: dai primi rilievi si sospetta che i decessi possano essere stati causati dall'assunzione eccessiva di farmaci presi durante il saccheggio dell'infermeria durante la rivolta di ieri, analogamente a quanto accaduto al Sant'Anna. A Bologna continua l'occupazione di alcune sezioni da parte dei detenuti. A Foggia sono 50 gli evasi che sono stati ricatturati e 22 i latitanti. A Melfi sono stati liberati la scorsa notte i quattro agenti e le cinque unità di personale sanitario trattenuti dai detenuti. Proseguono le manifestazioni di protesta a Caltanissetta, Enna, Larino, Pescara e Avellino.