Cinque morti, quasi quaranta positivi e decine di ricoverati, anche in terapia intensiva. All'apparenza, visti i numeri generali dell'emergenza, potrebbero sembrare dei numeri tutto sommato contenuti. Ma non è affatto così, se si considera che la popolazione complessiva di Castiglione Messer Raimondo, nel Teramano, non supera neanche le 2.200 persone. “La situazione è drammatica, non siamo una metropoli, qui ci conosciamo tutti” spiega Vincenzo D'Ercole, 29enne sindaco del piccolo comune abruzzese, inserito dalla Regione nella propria zona rossa da qualche giorno. Anche lui, eletto quasi un anno fa, è risultato positivo al Covid19. “Ma sto bene, anche se sono un po' stanco” dice a Fanpage.it D'Ercole, uno dei primi cittadini più giovani di tutta Italia.

“Ho fatto il tampone dopo che mio padre è entrato in contatto con una persona positiva che poi è venuta a mancare -spiega-. Sia io che lui siamo risultati positivi, mia madre per fortuna no”. Il sindaco di Castiglione ha così avvertito subito la sua cittadinanza con un post sui social, assicurando che nonostante il necessario isolamento domiciliare, richiesto anche per la maggior parte dei dipendenti comunali coi quali ha avuto contatti, “continuerò ad occuparmi di questa emergenza sul mio territorio da casa”. E così sta facendo. “Il sindaco è colui che raccoglie tutte le istanze e in casi come questo fa anche da consulente psicologico e dà consigli a tutti -racconta-. Cerco di rispondere sempre al telefono, ma poi ogni tanto lo spengo per ovvi motivi. Sto bene, ma poi dopo un po' non ce la faccio, ho bisogno di riposarmi perchè sono un po' debole”.

Il comune di Castiglione Messer Raimondo è completamente isolato da giorni e l'ospedale più vicino, a circa una ventina di chilometri, è quello di Atri, dedicato esclusivamente ai casi di Covid19 per la provincia di Teramo. “Dopo i primi casi avevamo chiesto subito alla Regione di cinturare la zona, avevamo capito che qualcosa non andava -continua D'Ercole- così dopo otto giorni di trattative siamo arrivati a questo punto. Mi auguro che nei prossimi giorni si comincino a vedere i risultati”.

Viste le dimensioni del paesino e la situazione dei contagi, aumentati velocemente nel giro di dieci giorni, Castiglione è stata da subito paragonata a Vo' Euganeo, uno dei primissimi focolari italiani. Lì il presidente veneto Luca Zaia ha deciso di sottoporre al tampone tutti i residenti ed è questo che D'Ercole spera venga fatto anche dalle sue parti. “Sono settimane che lo chiedo, ma l'Ausl continua a dirmi che non è possibile -spiega-. Non sono un medico, ma un ingegnere, però penso che avere uno screening generale della popolazione possa aiutarci a capire qual è effettivamente la situazione nel nostro territorio. La cosa principale per ora è non abbattersi -conclude Vincenzo D'Ercole- bisogna continuare a dare speranza alla popolazione e tenerla al massimo informata sulla battaglia che stiamo facendo e dalla quale usciremo al più presto”.