Dopo il caos scoppiato tra Codogno, Castiglione d'Adda e Casalpusterlengo per via del contagio di M.M., il 38enne risultato positivo al Coronavirus e ricoverato in gravi condizioni, i colleghi del dipendente dell'Unilever hanno chiesto spiegazioni e rassicurazioni all'ospedale. Lì, un'infettivologa ha chiarito quali sono i procedimenti da fare per testare l'eventuale positività al virus mostrando comunque serenità in merito alle condizioni dei colleghi di M.M..

L'infettivologa ai colleghi di M.M.: Altamente improbabile risultiate contagiati

Nel video, pubblicato su Facebook e poi cancellato, si vede l'infettivologa chiamare a sé i colleghi del 38enne per spiegare la situazione. "Il vostro contatto è M.M., quindi i contatti da considerare per voi sono i contatti diretti con lui. Non quelli con i vostri capi che avevano l'ufficio con M.M.. Dovete quindi considerare quante volte avete visto lui e quando l'avete visto l'ultima volta – spiega l'infettivologa -. I vostri contatti sono tutti brevissimi, dal caffè al bagno. La cosa buona è che l'uomo non viene più a lavorare dal 13 febbraio, ovvero da circa nove giorni". Poi l'operatrice sanitaria spiega come sia "altamente improbabile" che i colleghi dell'uomo siano rimasti contagiati: "Il tampone io ve lo faccio ora (venerdì sera, 21 febbraio, ndr). I risultati al massimo li avremo per domenica. Dopo il tampone verrete chiamati a casa per dirvi il risultato: se è positivo, cosa altamente improbabile, vi verrà detto cosa fare. Se è negativo, come tutti supponiamo, visto che siete tutti asintomatici e state bene, si ragiona in un'altra maniera".

Periodo di incubazione quasi superato: Siete al nono giorno, il picco tra il secondo e il quinto

L'infettivologa specifica di "non essere della Regione", bensì un'operatrice di un altro ospedale sul territorio, chiamata per avviare i tamponi. Mentre spiega come comportarsi in caso di negatività al test, il risultato li farebbe stare "super tranquilli" ma sottolinea che "essendoci stati cinque casi ravvicinati, l'indicazione è che voi stiate in isolamento sino al 27 febbraio. Cosa si intende? Che se avete un marito o una moglie non dovete dormirci insieme, ma per il resto le persone che avete a casa le potete frequentare. Meglio far prendere aria ai locali, senza sovrapporsi in cucina. I famigliari fanno una vita normale". Solitamente "il virus ha un picco di trasmissione tra due e cinque giorni, ovvero il periodo nel quale escono i sintomi", continua l'infettivologa.

"Il massimo è dai due ai dodici giorni – continua -. Voi siete già al nono, ampiamente oltre il quinto". In generale, come poi confermato dalle direttive della Regione e del comune di Codogno, "finché non c'è una mappatura l'idea è di non fare vita sociale, specialmente in posti chiusi. Ok il parco, meglio evitare il bar affollato". Infine, la motivazione principale per cui i colleghi vengono testati: "Il problema è che abbiamo deciso di testarvi perché se dovesse succedere come il vostro collega che non ha detto di aver avuto contatti con una persona in arrivo dalla Cina, e se si perde quindi un "anello", è un casino. Testiamo tutti i contatti lavorativi cosi siamo tutti più tranquilli".