Proseguono le ricerche ai detenuti evasi ieri dal carcere di Foggia: in serata, dopo una giornata di proteste contro le misure per ostacolare la diffusione del coronavirus nelle carceri da Nord a Sud, una settantina di detenuti erano evasi dal carcere di Foggia. Mentre circa una trentina di detenuti erano stati bloccati dalle forze dell'ordine appena fuori dall'istituto penitenziario, circa venti persone sono riuscite a fuggire: anche nei territori limitrofi a Foggia si sarebbero verificati dei furti di autovetture con le quali i fuggitivi starebbero cercando di allontanarsi dalla città.

Tra gli evasi ci sarebbero anche diverse persone legate alla mafia garganica e un omicida: si tratta del 36enne Crtistoforo Aghilar, che lo scorso ottobre ha ucciso la madre dell'ex fidanzata. Tra i ricercati ci sarebbero inoltre degli appartenenti ai clan garganici: una persona sarebbe in carcere per droga, un'altra per assalto a un blindato e un'altra ancora per tentato omicidio. Al momento l'accusa per tutti è di evasione: almeno due persone ieri si sarebbero costituite e avrebbero fatto volontariamente ritorno in carcere. Oggi un terzo detenuto si  è costituito in mattinata presentandosi alla polizia. Agli atti delle indagini sono stati acquisiti i filmati registrati dalle telecamere installate sia all'interno che all'esterno del carcere, i video girati dai cittadini e anche un filmato girato da un detenuto (evidentemente in possesso di cellulare) che ha ripreso le prime fasi della protesta.

Le forze di polizia hanno effettuato diverse perquisizioni nella notte. Le proteste sarebbero iniziate in protesta contro le misure a contrasto della diffusione del coronavirus, che hanno sospeso anche le visite e i colloqui all'interno del carcere. La situazione sarebbe tornata alla normalità solo verso la serata, quando i detenuti hanno deciso di rientrare nelle loro celle. Intanto si registrano pesanti danni alla struttura: diversi termosifoni sono stati smontati e alcuni computer sono stati distrutti. L'infermeria e l'archivio del carcere sarebbero stati totalmente devastati.

Intanto resta alta la tensione anche al carcere della Dozza di Bologna: gli scontri con le forze della polizia proseguono all'interno della struttura. Alcuni detenuti sono saliti sul tetto per sventolare striscioni con scritto "indulto" e "vogliamo i nostri diritti": avrebbero anche urlato frasi come "abbiamo paura". In mattinata è stata sedata anche la rivolta nel carcere Cavadonna di Siracusa, mentre nella notte è rientrata la protesta nel carcere Ucciardone di Palermo. A Melfi, dove i detenuti avevano preso in ostaggio quattro agenti della polizia penitenziaria, due medici e una psicologa, la situazione è tornata alla tranquillità. Il bilancio più pesante è quello registrato a Modena, dove sette detenuti hanno perso la vita nelle proteste.