Uno dei problemi che l’Italia si trova a fronteggiare in questi giorni per l’emergenza Coronavirus è quello riguardante la carenza di mascherine. Un tema sottolineato anche da Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile e commissario per l’emergenza designato dal governo alcune settimane fa. In occasione del quotidiano punto stampa in cui Borrelli fornisce il bollettino sui nuovi contagi, decessi e guariti, il capo della Protezione Civile spiega che la mancanza di mascherine è dovuta al fatto che in Italia non vengono prodotte e che bisogna fare affidamento solo sull’esportazione. E proprio qui sorge il problema, perché alcuni Paesi hanno bloccato l’export.

Borrelli: mancano mascherine per stop export da altri Paesi

Borrelli fa il punto della situazione sulla domanda di mascherine: “Il fabbisogno è su base mensile ed è di circa 90 milioni di mascherine complessivamente. Noi abbiamo effettuato contratti per oltre 55 milioni di mascherine. Al momento, al 14 marzo, ne abbiamo consegnate più di 5 milioni e abbiamo anche registrato 20 milioni di mascherine che avevamo contrattualizzato e poi non sono arrivate”. Qui il commissario per l’emergenza spiega ancora: “Quello che si sta verificando in tutto il mondo è una chiusura delle frontiere all’esportazione: India, Romania, Russia erano mercati nei quali avevamo recuperato mascherine e hanno chiuso, così come ha fatto la Francia, le frontiere per l’esportazione. Quindi il lavoro che stiamo facendo noi e che fanno le Regioni è faticoso, si lavora fino a notte tarda e poi magari non si ricevono conferme per gli ordini emessi. È un problema non solo italiano, ma internazionale. E anche i colleghi delle Regioni stanno avendo grosse difficoltà”.

Coronavirus, possibile riconvertire industria per produrre mascherine

Borrelli si sofferma ancora sul tema delle mascherine sottolineando che, attualmente, in Italia “non abbiamo una produzione nazionale delle mascherine e dpi, perché in passato è stata considerata di basso margine per gli operatori economici e quindi ora ne abbiamo le conseguenze”. Per questo motivo l’ipotesi di riconvertire la produzione industriale per alcune aziende non è da escludere: “Del resto – prosegue Borrelli – è compito del commissario Arcuri quello di razionalizzare e individuare strutture che possano essere riconvertite per la produzione, è un'ipotesi che si sta valutando”.