Ci sono anche quattro minorenni tra le 259 persone risultate positive al coronavirus in Lombardia. Sono una bimba di 4 anni, due bambini di 10 anni e un ragazzo di 15 anni. Due di loro sono già stati dimessi dall'ospedale, gli altri stanno effettuando gli accertamenti ma le loro condizioni di salute sarebbero buone.

Quattro minori positivi al coronavirus: sono i primi casi in Italia

"Le conseguenze del virus per loro dovrebbero essere ancora minori, poco più di un raffreddore. Si tratta di una forma lieve", ha spiegato il presidente lombardo, Attilio Fontana, ai microfoni di Sky, confermando anche la provenienza dei quattro minori. Una di loro, la più piccola, risiede a Castiglione d'Adda, uno dei comuni della zona rossa più colpiti dal contagio. Gli altri vivono a San Rocco al Porto (Lodi), Soresina (Cremona) e Seriate (Bergamo).  Fontana ha sottolineato che al momento si ritiene siano collegati tutti con il focolaio del Lodigiano, ma gli accertamenti sono in corso. "Non sappiamo che rapporto abbiano avuto con le persone infettate, non abbiamo ancora la storia completa".

Bimba di 4 anni contagiata a Castiglione d'Adda

La piccola di 4 anni avrebbe contratto il virus all'ospedale di Codogno, dove si ritiene il contagio sia partito dal ‘paziente uno', un 38enne del posto ricoverato ora in terapia intensiva al San Matteo di Pavia. La bambina soffre di una lieve forma di influenza, ed è risultata positiva al tampone. È a casa e le sue condizioni sono buone.

In totale sono oltre 320 i contagiati e 11 le persone decedute e risultate positive al tampone. La virologa Ilaria Capua ha spiegato a Fanpage.it che la diffusione così ampia del virus può anche essere vista in positivo: "Tanto più cresce il numero delle persone infette – o meglio: tanto più scopriamo casi pregressi e passati inosservati – tanto meglio è. Perché vuol dire che il numero degli infetti è maggiore di quanto pensavamo. E il potenziale letale del virus, molto minore. Se così è – quarta riflessione – vuol dire che la sua presenza, nelle scorse settimane, è stata nella stragrande maggioranza dei casi incapace di provocare una malattia degna di essere portata all’attenzione dei medici".