Anche la Chiesa mette sul campo alcune misure di precauzione contro la diffusione del coronavirus: distribuire la Comunione solo in mano (non direttamente in bocca, quindi) ed e evitare di stringersi la mano per lo scambio di pace. Lo ha deciso il vescovo di Piacenza, Gianni Ambrosio, per le messe nelle chiese della sua diocesi a seguito delle disposizioni emanate dalla prefettura sull'emergenza del Sars-Cov-2. Inoltre il vescovo ha disposto, come precauzione fino a nuove indicazioni, la sospensione delle attività di gruppo, come il catechismo, e altre occasioni aggregative. Tra queste, invece, sono comprese il Carnevale e gli appuntamenti sportivi.

La paziente ricoverata ieri mattina nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Piacenza, nel frattempo, è risultata negativa al tampone. Dai test risulta quindi che la donna non abbia contratto il virus. Al momento, quindi non risulterebbero casi accertati in Emilia Romagna, ma comunque si stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari nei laboratori di Bologna e Parma.

Le dichiarazioni del governo

Misure di emergenza di questo tipo sono state implementate anche in Lombardia, dopo i casi accertati da coronavirus: "Stiamo assumendo un'ordinanza per Codogno e altri 8 comuni limitrofi per limitare quelle manifestazioni che creano aggregazione, come le messe, il carnevale e gli eventi sportivi. Chiuderemo le attività commerciali e i negozi. Non chiuderemo i servizi di pubblica utilità come le farmacie, alimentari", ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. Questi provvedimenti fanno parte del piano per circoscrivere il contagio: al momento questa sembra la priorità, come anche affermato ieri sera dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo un vertice notturno insieme a Speranza, al ministro per gli Affari esteri Luigi Di Maio, e al capo della Protezione civile Angelo Borrelli, è intervenuto sulle misure precauzionali e ha cercato di rassicurare la popolazione: "Noi eravamo preparati. Questo non è il momento delle perplessità o di rimproverarci qualcosa. C'è da mantenere un monitoraggio costante e verificare le misure in atto, che sono di massima precauzione, rispetto anche ad altri paesi, di massimo livello precauzionale", ha dichiarato.

Ilaria Capua spiega il coronavirus a Fanpage.it

Come ha spiegato la virologa Ilaria Capua in esclusiva a Fanpage.it, stiamo affrontando un‘emergenza sanitaria che si può definire sindrome influenzale da coronavirus. Infatti i sintomi sono simili a quelli dell'influenza e per la maggior parte dei casi sono lievi. Come ha anche specificato l'Organizzazione mondiale della Sanità, solo in casi particolari, generalmente di pazienti anziani o con patologie precedenti, il rischio diventa grave. Lo stesso che si può dire per un'influenza.

La virologa ci ha però spiegato, di fronte a un livello di preoccupazione che aumenta di giorno in giorno, che abbiamo un sistema sanitario funzionante e affidabile. Un servizio sanitario che riuscirà a far fronte all'emergenza nonostante la rapidità del contagio e il fatto che più persone si infettino contemporaneamente. Un fattore che rischia di bloccare vari settori del Paese, dalla produttività ai trasposti.