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Covid 19
21 Marzo 2020
08:22

A Bergamo un morto di Coronavirus ogni mezz’ora: “Entrano negli ospedali e non li vediamo più”

Bergamo è la provincia più colpita dal Coronavirus in termini di vittime: sono 300 i morti soltanto nell’ultima settimana, tanto che è dovuto intervenire l’Esercito per trasportare le bare dei defunti in altre città. A Fanpage.it, l’assessore ai Servizi Cimiteriali di Bergamo, Giacomo Angeloni spiega: “C’è una sepoltura ogni 30 minuti, quasi come fossimo in guerra”.
A cura di Valerio Papadia
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È Bergamo la provincia italiana più colpita dal Coronavirus in termini di vittime: i morti sono stati 300 soltanto nell'ultima settimana, mentre sono quasi cinquemila, dall'inizio dell'epidemia di Covid-19, i casi di contagio. Il numero di morti è talmente alto che, qualche giorno fa, è dovuto intervenire l'Esercito: le immagini impressionanti della sfilata dei camion militari giunti per trasportare le salme in altre città per le tumulazioni, visto che i forni crematori non riuscivano a gestire l'alto numero di decessi, hanno fatto il giro del mondo. A Fanpage.it, l'assessore ai Servizi Cimiteriali del Comune di Bergamo, Giacomo Angeloni, ha spiegato la drammatica situazione che la città e tutta la provincia stanno vivendo: "Siamo in una situazione in cui, come ad esempio nella giornata di oggi, facciamo una sepoltura ogni mezz'ora: sono numeri quasi da guerra". "In un giorno normale – continua l'assessore Angeloni – sappiamo che muoiono 8-10 persone. Solo ieri ne sono morte 61".

Per restituire una fotografia dell'immane tragedia che il Coronavirus ha causato e sta causando nella Bergamasca, Roberta Caprini, co-titolare di un servizio di onoranze funebri, dichiara a Fanpage.it: "Riusciamo a gestire, mediamente, circa 1.400 servizi (di sepoltura, ndr) all'anno: adesso sono diventati 500 in quindici giorni". E poi, con la voce rotta dall'emozione: "Non sono numeri: sono nonni, madri, padri, amici di tutte le persone che ci chiamano per dare una sepoltura a un loro caro. Persone che entrano negli ospedali e che non vedi più, che non puoi vedere nemmeno quando sono morte, per renderti conto che è successo davvero tutto questo".

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