La Puglia e Bari sono molto lontane dai due focolai di Coronavirus che si registrano attualmente in Italia. Eppure, anche nel capoluogo pugliese iniziano a farsi sentire gli effetti dell'emergenza da Covid-19. Lo si evince anche da quanto avvenuto, probabilmente nella notte tra ieri e oggi, 25 febbraio, all'interno dell'ospedale oncologico. Ignoti si sono introdotti all'interno dell'Ircss oncologico e hanno rubato 500 mascherine con filtro, destinate ai medici e a tutti gli operatori sanitari che quotidianamente assistono i pazienti. Il furto è avvenuto all'interno della farmacia ospedaliera: la direzione dell'ospedale ha sporto denuncia e adesso indagano le forze dell'ordine.

Furto di mascherine anche al pronto soccorso di Arezzo

Un furto analogo è avvenuto anche al pronto soccorso di Arezzo. Si tratterebbe del secondo in pochi giorni. Anche in questo caso nel mirino dei ladri sono finite della mascherine che si trovavano nel reparto di Radiologia. Il primario del reparto, Giovanni Iannelli, ha già sporto denuncia. Al pronto soccorso di Arezzo, dopo i due casi di Coronavirus registrati in Toscana, da questa mattina sono scattate le nuove regole con il pre-triage al pronto soccorso che viene effettuato all'esterno sotto le tende montate dalla protezione civile: a tutti gli utenti vengono fatte delle domande specifiche all'ingresso principale dell'ospedale.

Non è il primo furto di mascherine: il precedente a Como

Non è la prima volta che, da quanto è in corso l'emergenza Coronavirus in Italia, si sono verificati furti simili. Fino ad ora, però, questi deplorevoli episodi si erano verificati in zone interessate dai casi di Covid-19, come all'ospedale Sant'Anna di Como (in Lombardia i casi di Coronavirus sono 212). Oltre che andare letteralmente "a ruba", le mascherine come anche igienizzanti tipo Amuchina sono ormai da giorni gli articoli più richiesti nelle farmacie e nei supermercati. La difficoltà negli approvvigionamenti ha spinto qualcuno a cercare di speculare su questi prodotti, alzandone il prezzo in maniera spropositata. Sulla speculazione indaga anche la procura di Milano. Chissà se, anche nei casi di Bari e Arezzo, chi ha rubato le mascherine lo ha fatto per poi rivenderle, a prezzo maggiorato, online o tramite canali non ufficiali.