Lunedì 1° marzo la Sardegna diventava la “terra promessa”, la prima Regione a conquistare la zona bianca. La notte tra il 21 e 22 marzo la regione lasciava la zona bianca per passare in arancione e 18 giorni dopo passa ufficialmente in zona rossa. Cosa è accaduto in questi quaranta giorni? Innanzitutto l'indice Rt della Sardegna è 1,54, il più alto d’Italia che adesso ha una media dello 0,92; sedici paesi su 377 si trovano già in zona rossa, con i sindaci allarmati dai contagi schizzati alle stelle e una situazione che inizia ad essere complicate anche per gli ospedali.

In lockdown 16 comuni, allarme a Nuoro

In zona rossa ci sono Bultei, Burcei, Donori, Gavoi, Golfo Aranci, Samugheo, Sennariolo, Sindia, Soleminis ,ozzomaggiore, Pula, Uri e Villa San Pietro. Da ieri anche Capoterra e Siurgus Donigala. E rischia di aggiungersi Macomer, dove sono stati accertati 46 positivi e 18 ulteriori persone in quarantena fiduciaria. Nessun lockdown invece a Nuoro, capoluogo della provincia che conta un trend contagi da zona rossa. Il sindaco Andrea Soddu ha chiuso le scuole medie e superiori fino al 20 aprile. E sono vietate anche le visite a casa di amici e parenti. Didattica a distanza anche per tutti gli alunni di Alghero. Come in varie scuole di Cagliari.

La situazione varianti in Sardegna, preoccupa la mutazione A.27

La variante inglese è predominante, ed è stata anche individuata dai ricercatori dell'Azienda ospedaliera di Cagliari la mutazione A.27, la prima volta in Italia. La scoperta è stata fatta il 18 marzo su 4 pazienti cagliaritani, dei quali uno deceduto. Secondo gli esperti, avrebbe una combinazione di due mutazioni particolari, note come N501Y e L452R , che potrebbero essere responsabili di una maggiore trasmissione del coronavirus. A preoccupare è che cambi la proteina Spike, che forma la corona da cui il virus prende il nome e gli permette di arpionare e invadere le cellule del nostro organismo. È proprio la proteina Spike a essere attaccata dai vaccini ora disponibili.

Aumentano i ricoveri in terapia intensiva

Sull’isola i ricoveri sono aumentati in una settimana del 7% nelle terapie intensive e del 5% nei reparti di area medica. Lunedì 29 marzo la percentuale di occupazione dei posti letto nelle rianimazioni rilevata da Agenas in Sardegna era del 15%, oggi si attesta al 22% (il 30% è considerato livello di guardia dalle disposizioni ministeriali). Nel solo giorno di Pasqua l’incremento è stato del 2 per cento. Nei reparti non intensivi si è passati invece dal 12% di lunedì scorso al 17% di oggi.