“Ci sono quadri per strada, valgono un sacco di soldi”, la telefonata che avverte la Polizia del furto a Messina

Immagine
I quadri di Antonello da Messina
La telefonata di una cittadina al 112 ha permesso di recuperare due delle opere di Antonello da Messina trafugate dal MuMe la sera di Ferragosto: “Sono i quadri del museo!”

"Ci sono dei quadri del Museo qua, qualcuno li ha rubati e appoggiati a terra in attesa di riprenderli. Sono belli, valgono un sacco di soldi". Questo è il contenuto della telefonata che Elisabetta Bonfato, cittadina messinese, ha fatto al 112.

Si tratta della telefonata che ha permesso di recuperare i quadri di Antonello da Messina trafugati dal MuMe e poi, incredibilmente, abbandonati proprio lì di fianco. Il furto è avvenuto la sera del 15 agosto, e all'inizio i sospetti si erano concentrati su un furgone che poi è emerso essere totalmente estraneo alla vicenda.

Sono state le chiamate di Bonfato a fare emergere uno degli aspetti più eclatanti del "furto di Ferragosto": due dei quadri trafugati e per qualche motivo lasciati abbandonati in strada dai malviventi. Come ha spiegato a Fanpage.it il maggiore che dirige il Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale di Roma, Lorenzo Galizia, il motivo di questo gesto starebbe nella complessità di vendere pezzi tanto preziosi, oltre alla difficoltà di trasportarli.

Parliamo infatti di una tavoletta bifronte e di tre delle cinque tavole facenti parte del Polittico di San Gregorio. Tutte le opere sono attribuite ad Antonello da Messina, il più importante pittore siciliano del Quattrocento.

Si tratta di opere che anche sul mercato illegale non possono essere acquistate da chiunque e che per il loro valore storico-artistico non smetteranno mai di essere oggetto delle ricerche delle Forze dell'ordine. Il Polittico trafugato dal 2013 fa parte dei Beni Inamovibili della Regione Siciliana, significa che non può lasciare il luogo in cui si trova, e nemmeno essere spostato. Questo lo rende particolarmente insidioso per venditori e acquirenti.

"Una merce di questo genere è una merce che poi scotta a tenerla in mano, però difficilmente vengono venduti nel mercato illegale perché è quasi impossibile trovare un acquirente – ha spiegato Galizia – Lo comprerebbe solo uno stolto. Soprattutto quando si tratta di opere uniche e dal valore inestimabile, quindi la maggior parte dei collezionisti capisce che è merce rubata".

Non solo è difficile piazzare le tavole sul mercato, i ladri potrebbero essere stati scoraggiati anche dalla oggettiva difficoltà di trasporto. Il Polittico è composto da tavole molto grandi, parliamo di 129×76 cm per lo scomparto centrale e 125×63 per quelli laterali.

Probabilmente neanche i ladri si aspettavano un carico del genere, e nell'impossibilità di portare tutto hanno fatto una scelta. Questo ha portato all'abbandono di due delle tavole in strada.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views