Le opere rubate di Antonello da Messina potrebbero essere abbandonate: perché non saranno vendute
Si cercano le opere di Antonello Da Messina rubate nella serata di Ferragosto al Museo Regionale Interdisciplinare della città dello Stretto. Due dei quadri trafugati i ladri li hanno già abbandonati in strada, ma che fine faranno gli altri? Che mercato illegale c'è dietro i furti delle opere d'arte? A Fanpage.it lo ha spiegato Lorenzo Galizia, il maggiore che dirige il Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale di Roma.
I furti di opere d'arte hanno dei mandanti e degli esecutori materiali?
Dalle nostre indagini negli anni è emerso che in Italia e in Europa non ci sono gruppi organizzati che agiscono solo sui furti di opere d'arte. C'è quindi uno scollamento tra chi ruba e chi poi magari vorrebbe avere uno di questi pezzi a casa, cioè non c'è una connessione tra chi svolge il furto e chi successivamente si impossessa dell'opera. Dai casi che abbiamo affrontato possiamo dire che non esiste un mandante ed un esecutore
Chi commette il furto normalmente è un criminale che hanno già precedenti per simili reati. Faccio riferimento anche al ritrovamento dei tre quadri impressionisti di Parma dove sono stati eseguiti cinque fermi nei confronti di persone che avevano già commesso furti.
Che fine fanno i quadri che vengono rubati? C'è un importante mercato illegale?
I ladri sanno che dietro quadri di artisti importanti c'è un valore inestimabile, ma poi effettivamente non sanno come piazzarli. Una merce di questo genere è una merce che poi scotta a tenerla in mano, però difficilmente vengono venduti nel mercato illegale perché è quasi impossibile trovare un acquirente. Lo comprerebbe solo uno stolto. Soprattutto quando si tratta di opere uniche e dal valore inestimabile, quindi la maggior parte dei collezionisti capisce che è merce rubata.
Normalmente dopo i furti avviene un periodo – cosiddetto – di immersione. I ladri aspettano che non se ne parli più, che si calmino le acque e poi cercano di piazzarli. Capiscono quindi spesso dopo i furti quanto sia difficile vendere la merce rubata. Pensano di fare l'affare del secolo, quando alla fine poi si trovano davanti a un nulla di fatto. Sia se i ladri puntino a un mercato illegale italiano, che a uno estero. E questo soprattutto quando sono opere importanti. Anche perché questo tipo di merce non possono venderla a pezzi.
È molto più facile vendere sul web un dipinto di poco valore rubato nella villa di un privato. Ci capita di trovare opere minori in vendita online che sono state oggetto di furti avvenuti anni prima.
Cosa succede alle grandi opere d'arte rubate quindi?
Spesso vengono abbandonate anche perché i ladri non si rendono subito conto del difficile trasporto delle tele. Sono quadri che non si possono piegare.
Dopo un furto di opere d'arte come vi attivate nelle indagini?
Agiamo come per qualsiasi tipo di reato: ovvero sentiamo possibili testimoni, visioniamo le immagini delle telecamere di video-sorveglianza e cerchiamo tracce dove è avvenuto il furto.
Qual è l'opera più importante in Italia che è stata rubata e che ancora oggi si cerca?
Sicuramente la "Natività" di Caravaggio del 1609 che è stata rubata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo. Le indagini hanno dato ancora esito negativo. Negli anni sono stati sentiti anche collaboratori di giustizia ma non sanno nulla. Dopotutto il mercato illegale di opere d'arte non è un settore di cui si occupa molto la criminalità organizzata come Cosa Nostra. Continuiamo a cercarla. Ogni anno il nostro Comando recupera 85mila pezzi, divisi tra diversi tipi di oggetti come anche opere contraffatte e quelle legate all'archeologia.