In tutti gli articoli di gossip disponibili Giorgio De Stefano è descritto come un imprenditore riservato, che non ama i riflettori né le foto sui giornali a cui invece è abituata la sua compagna Silvia Provvedi, la cantante che in coppia con la sorella Giulia forma “Le Donatella”. L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha svelato che il profilo basso non era riservato ai paparazzi ma agli investigatori. De Stefano è uno dei 21 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di affiliati e capi storici delle potenti cosche di ‘ndrangheta De Stefano–Tegano e Libri, entrambe attive a Reggio. Le accuse comprendono (a vario titolo) associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi, estorsioni a imprenditori e commercianti, tutto aggravato dal metodo e dalla agevolazione mafiosa.
Gli uomini della Squadra mobile di Reggio hanno chiamato l’operazione “Malefix”, proprio come il soprannome che Silvia Provvedi aveva dato al suo uomo, dal quale ha avuto una bambina nata pochi giorni fa a Milano. “Posso dire di essermi fidanzata. Sto vivendo un bel momento e spero sia quello giusto – aveva dichiarato di recente la cantante, reduce da una relazione tormentata con Fabrizio Corona – È l’uomo che mi ha donato il sole”.

Chi è Giorgio De Stefano

In realtà De Stefano era pieno di ombre, a partire dal suo nome. All’anagrafe risulta Giorgio Condello Sibio, cognome della madre, ma negli ultimi tempi aveva ripreso quello del padre. Non un dettaglio da poco, perché suo padre era Paolo De Stefano, potente boss della cosca omonima che fu ucciso durante un agguato il 13 ottobre 1985 dagli uomini di Antonino “nano feroce” Imerti, che diede il via alla seconda guerra di mafia nel reggino. Paolo De Stefano è ritenuto “uno dei protagonisti del cambiamento della ‘ndrangheta da fenomeno rurale a fenomeno imprenditoriale”. Non sorprende, quindi, che il figlio Giorgio sia stato inviato al nord ad allargare le possibilità di business del gruppo, a partire dai ristoranti della catena "Oro" di Milano, molto frequentati da calciatori e vip, su cui ora si stanno concentrando le indagini della Direzione distrettuale antimafia.

Le indagini e l'arresto

De Stefano padre venne ucciso nel quartiere Archi, lo stesso in cui adesso era in corso una scissione da parte della famiglia facente capo a Luigi Molinetti dai reggenti De Stefano, storicamente signori della città. Le indagini della Dda hanno ricostruito le dinamiche della “locale” di Archi e il tentativo di Molinetti di diventare autonomo, una scelta dovuta al malcontento crescente per la iniqua spartizione degli incassi criminali ma anche dal freno alla possibilità di potersi espandere nell’area di Gallico. Secondo i magistrati, questa tensione crescente avrebbe convinto i fratelli Carmine e Giorgio De Stefano a trattare con Alfonso Molinetti, fratello di Luigi.