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Matteo Messina Denaro

Cene da 700 euro, numeri da decodificare e anche un poster del “Padrino” nei covi di Messina Denaro

Gli investigatori sono arrivati al terzo covo di Matteo Messina Denaro grazie a una ditta di traslochi, ma si tratta di una casa vuota. Al momento, solo nel secondo covo sono stati trovati documenti considerati di interesse per le indagini.
A cura di Susanna Picone
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Tre covi di Matteo Messina Denaro nel raggio di un paio di chilometri. Dopo la cattura del boss, alla polizia è arrivata una testimonianza che ha portato alla scoperta di un’altra casa, sempre a Campobello di Mazara, dove erano stati già individuati due covi. In questo terzo appartamento il boss di Castelvetrano avrebbe vissuto prima di trasferirsi nella casa di vicolo San Vito di proprietà di Andrea Bonafede.

Il terzo covo individuato a Campobello

Il covo individuato dalla polizia giovedì sera è un appartamento al primo piano di una palazzina, con garage, preso in affitto da un signore di Campobello che vive in Svizzera da molti anni e che risulta disabitato. Secondo quanto emerso, la polizia è arrivata lì grazie alla testimonianza di chi ha organizzato il trasloco: vedendo le foto di Matteo Messina Denaro, hanno capito che era stato il boss mafioso a commissionare il lavoro la scorsa estate. L’appartamento, comunque, è stato trovato vuoto.

Gli scritti da decodificare

Continuano intanto le indagini anche sulle cose trovate negli altri due nascondigli. Nella prima casa, tra le altre cose, gli investigatori hanno trovato anche un poster de “Il Padrino” interpretato da Marlon Brando nei panni di don Vito Corleone. E poi ci sono gli scritti, l’agenda dove Messina Denaro scriveva anche pensieri personali e sfoghi sulla figlia, e nomi, soprannomi, codici.

Il poster trovato nel covo di Matteo Messina Denaro
Il poster trovato nel covo di Matteo Messina Denaro

Sono stati trovati anche fogli con note e promemoria, cifre che potrebbero celare nomi codificati e un’apparente contabilità. Finora non è stato trovato denaro, ma appare ormai certo che l’ex latitante aveva un tenore di vita molto alto. Le prime approssimative stime degli investigatori calcolano spese medie mensili di 10.000 euro, tra le ricevute sarebbe stata trovata anche quella di una cena al ristorante da 700 euro.

Sull'eventuale "svuotamento" dei covi di Matteo Messina Denaro è intervenuto Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei Carabinieri: "Non siamo in grado di dirlo. Mi auguro che se c'è andato qualcuno abbia lasciato qualche traccia. È un'ipotesi da verificare ma al momento non si può confermare", ha detto in un'intervista a Porta a porta.

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