Celebra le nozze di suo figlio, il racconto di don Carlo a Fanpage: “È stata un’emozione fortissima”

"Celebrare il matrimonio del proprio figlio non è una cosa che accade tutti i giorni, è stata davvero un'emozione molto intensa". A parlare a Fanpage.it è don Carlo Dei Lazzaretti, 72 anni, ex commercialista originario di Lecce e oggi sacerdote in Messico che nelle scorse settimane ha celebrato le nozze di suo figlio Roberto e della moglie Sara.
Lo raggiungiamo telefonicamente a Puebla, dove presta servizio nella parrocchia “La Sagrada Familia de Nazaret”, nel quartiere di Tres Cruces. Oggi, martedì 10 febbraio, don Carlo festeggia i tre anni dalla sua ordinazione sacerdotale.
"In passato pensavo che sarei andato in pensione e avrei visitato il Messico. – ci ha raccontato – Ma i piani di Dio erano diversi e mi ha inviato qui come seminarista".
Papà di 3 figli e nonno di 5 nipoti, don Carlo ha trovato la vocazione dopo un grave lutto, la morte della moglie.
Don Carlo, come e quando è arrivata la vocazione?
La vocazione è arrivata dopo un percorso lungo e travagliato. Ho perso mia moglie in un incidente d'auto in cui è rimasta coinvolta tutta la famiglia, era la Vigilia di Natale del 1990. Dopo la sua morte, ho avuto una crisi. Non ero mai stato molto vicino alla religione, ma questa cosa mi ha allontanato ulteriormente.
Ho attaccato Dio, la Chiesa, i sacerdoti e le Sacre Scritture per un quarto di secolo. Fino a quando mio figlio, il minore, che partecipava al Cammino neocatecumenale, mi ha invitato ad alcune catechesi. All'epoca ricordo di aver accettato solo per attaccare, per polemizzare con i catechisti, e invece ho ricevuto la chiamata.

Mi sono chiesto che senso poteva avere il pensionamento, pensare a una vita fatta solo di viaggi e ‘perdite di tempo', diciamo, mi faceva stare male. In più, i miei figli non avrebbero avuto più bisogno di me, erano già grandi e indipendenti.
C'è stata una lotta interiore abbastanza lunga, una voce mi diceva: ‘Sei un vecchio stupido, dopo una vita passata a lavorare, ora puoi godertela'; e un'altra invece rispondeva: ‘Sì, però che senso ha la tua vita?'. E così è sorta questa vocazione, ho ricevuto la chiamata. Ed è stata la decisione più importante e giusta della mia vita.
Come si è arrivati al matrimonio di suo figlio?
A Puebla c'è un giovane di 32 anni che mi ha scelto come suo padre spirituale e lui si è sposato a novembre. Mio figlio Roberto e Sara sono venuti qui perché erano i testimoni e si sono trattenuti un po' di tempo.
Mi ha raccontato Sara che una mattina Roberto si è svegliato e le ha chiesto: ‘Vuoi sposarti con me?'. Così, semplicemente. Poi me lo hanno comunicato, abbiamo fatto tutti i documenti e il 24 gennaio si sono sposati.
La cosa bella è che avevo organizzato già da tanto tempo, per l'ultimo weekend di gennaio, un ritiro spirituale ad Acapulco con delle coppie. Qui abbiamo celebrato in riva all'oceano il rinnovo dei voti matrimoniali, c'erano coppie sposate da 60 anni e mio figlio e sua moglie che si erano sposati solo da 6 giorni.
È stata un'esperienza suggestiva e una pura casualità perché lo avevo organizzato tanti mesi prima che Roberto e Sara arrivassero in Messico.

Come si trova lì, com'è la vita rispetto all'Italia?
Mi trovo molto bene, la vita è molto diversa. C'è un grande bisogno del ministero del sacerdote, qui io non sono solo questo, ma sono anche padre spirituale, medico, psicologo, avvocato perché per ogni cosa le persone si avvicinano a me, sono un riferimento.
Grazie al fatto che ho vissuto nel mondo, ho avuto esperienze che altri sacerdoti non hanno avuto, posso aiutare le persone in tante cose. Ho un'agenda super piena, comincio la giornata alle 7 e la concludo a mezzanotte. È tosta, ma faccio tutto con grande allegria e gioia.
Passo buona parte del mio tempo ad ascoltare e orientare. Cerco di offrire una prospettiva differente da quella con cui vedono le cose, a volte è solo una questione di prospettiva. E questo in tante occasione aiuta a superare i problemi.