Catania, arrestato dopo due mesi il latitante Maurizio Motta: era esponente del clan Mazzei

È stato arrestato Maurizio Motta, esponente del clan Mazzei latitante da due mesi. Il 57enne era nascosto in un appartamento in località Fiumefreddo. In casa è stata trovata una patente falsificata e alcune carte di credito.
A cura di Gabriella Mazzeo
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L’operazione di Polizia a Catania per l’arresto di Maurizio Motta, esponente del clan Mazzei
L’operazione di Polizia a Catania per l’arresto di Maurizio Motta, esponente del clan Mazzei

La Polizia di Stato di Catania ha tratto in arresto un esponente del clan Mazzei. Maurizio Motta era stato condannato a 13 anni e 10 mesi di carcere per associazione mafiosa ed altri reati l'8 gennaio scorso.

Motta si era però reso irreperibile subito dopo la sentenza, iniziando di fatto una latitanza durata fino all'1 marzo, giorno in cui le autorità hanno portato a termine l'operazione che ha consentito l'arresto. La squadra Mobile di Catania ha dato il via alle indagini per catturare l'uomo, con il supporto tecnologico del personale appartenente al Servizio Centrale Operativo. I poliziotti della Mobile, dopo essere riusciti ad individuare l'appartamento in località Fiumefreddo dove Motta si nascondeva, hanno circondato lo stabile e fatto irruzione in casa.

Il 57enne non ha opposto resistenza al blitz. In casa è stata trovata una patente di guida falsificata e alcune carte di credito sulle quali sono al momento in corso accertamenti. Motta si trova ora presso il carcere di Catania Bicocca. Al vaglio delle forze dell'ordine anche la posizione del proprietario dell'immobile all'interno del quale si nascondeva Motta.

Il 57enne ora in manette era ritenuto un esponente di spicco del clan mafioso Mazzei di Catania. La famiglia Mazzei è legata a Cosa Nostra ed è coinvolta nel traffico di droga Catanese, in estorsioni e racket e usura nei confronti dei commercianti. Il cosiddetto clan dei "Carcagnusi" è stato in conflitto sul territorio di Catania con il gruppo criminale dei Cappello, colpito nel 2025 con una grossa operazione di polizia che ha portato all'arresto di 39 persone. Tra loro spiccano Christopher Filippo Cintorino, parente di un boss storico del clan, Diego Mavilla, Alessandro Galasso, Giuseppe Ranieri e Carmelo Spinella. Le accuse nei loro confronti erano di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, estorsioni e rapine e gestione di affari illeciti sul territorio.

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