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1 Marzo 2018
12:31

Capaci, la misteriosa scomparsa di Giovanni e Santo a bordo di un Panda

Il 7 febbraio Santo Alario e Giovanni Guzzardo, partono da Capaci (Palermo) in direzione Ventimiglia a bordo di una Fiat Panda. Da allora i loro telefoni cellulari restano muti, i familiari temono l’incidente stradale, ma poi, nelle campagne a Sud di Palermo, spunta la Fiat Panda. Misteriosamente vuota.
A cura di Angela Marino
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Giovanni Guzzardo e Santo Alario
Giovanni Guzzardo e Santo Alario

Il sette febbraio 2018 Santo Alario e Giovanni Guzzardo, quarant'anni il primo e quarantasei il secondo, si mettono in marcia da Capaci (Palermo) in direzione Ventimiglia, a bordo della Fiat Panda di Guzzardo. Prima di partire Santo chiama la compagna Rosalia per dirle che sta andando a Ventimiglia e per darle appuntamento al centro commerciale Poseidon dove l'avrebbe raggiunta a breve. Quando, diverse ore dopo Santo non si presenta e non risponde al cellulare, la donna dà l'allarme.

Si pensa immediatamente a una disgrazia, un incidente stradale, un tragico imprevisto che potrebbe aver portato i due conoscenti in ospedale, ma nessuna struttura nel raggio di Ventimiglia segnala il ricovero dei due uomini. Poi accade qualcosa di molto strano: in aperta campagna, nella zona di Caccamo, a circa 400 metri di distanza dal lago Rosamarina, spunta la Fiat Panda dove viaggiavano i due siciliani. L'auto è abbandonata, all'interno non si trova nulla che possa rivelare cosa ne è stato dei passeggeri.

Intanto i militari del comando provinciale di Palermo scandagliano la vita privata dei due scomparsi. Al centro delle indagini finisce la figura di Giovanni Guzzardo, 46 anni, titolare del piccolo bar Avana che si affaccia sulla piazzetta del paese, di cui Santo risulta essere un assiduo frequentatore. Secondo voci di paese Santo sarebbe stato interessato all'attività di Guzzardo e per questo i due avrebbero litigato. Pare, inoltre, che quel bar sia stato ristrutturato da poco grazie a un ingente finanziamento, il che allarga gli interessi a terze persone. E se, ipotizzano gli inquirenti, l'attività di Guzzardo facesse gola ad altri? Se Santo fosse un intermediario? Al setaccio finiscono movimenti e contatti delle ultime ore, qualunque cosa che ricostruisca i passi dei due siciliani, compresi eventuali appuntamenti. Non è escluso che quel 7 febbraio i due fossero diretti a un incontro con terzi soggetti. La domanda, però, è un'altra: Santo e Giovanni sono ancora vivi?

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