Canili lager dopo appalti pubblici milionari: maxi-sequestro a Catania
Centinaia di cani rinchiusi in spazi strettissimi, anche in dieci in sei metri quadri, e lasciati senz'aria e senza luce tra malattie ed escrementi. È quanto hanno scoperto gli uomini della Task Force veterinaria del ministero della Salute in alcuni canili lager di Catania dopo una denuncia dell'associazione animalista L'altra zampa. Davanti agli occhi degli ispettori ministeriali uno scenario da vero film dell'orrore con cani lasciati a se stessi in condizioni pietose, incattiviti, denutriti e costretti a dormire sui propri escrementi e la propria urina anche se malati e con ferite aperte. Il cibo molto scarso gli veniva gettato come alle galline tanto da indurre gli animali ad azzuffarsi e a litigare continuamente per poche crocchette. Una situazione completamente fuori da ogni controllo che ha indotto la task force ministeriale a richiedere alla procura di Catania il sequestro dei canili. Su ordine del gip Laura Benanti, sono scattati così i sigilli a due canili di proprietà di Mario Bongiorno, indagato ora per reati che vanno dal maltrattamento all'abbandono, oltre che per vari reati ambientali per la costruzione e gestione degli stessi canili.
Si indaga sugli appalti – Non solo, secondo fonti giudiziarie il proprietario dei canili lager sarebbe indagato anche per truffa aggravata ai danni di enti pubblici in merito agli appalti per la gestione dei canili. Per gli investigatori infatti questa situazione è dovuta al fatto che i cani per il proprietario dei canili non erano altro che "titolo di reddito che invece di essere di carta sono di pelo". Per questo gli inquirenti ora cercano di fare luce su come si sia arrivato ad assegnare appalti milionari per la gestione dei randagi a Catania.