Camorra, arrestati due poliziotti in servizio alla Camera e a Palazzo Chigi
Ci sono anche due poliziotti in servizio uno alla Camera dei Deputati e l'altro presso la Presidenza del Consiglio dei ministri tra le persone arrestate oggi nell'ambito di un'inchiesta sulle famiglie camorristiche Schiavone, Iovine e Russo del clan dei Casalesi. Le Squadre mobili di Caserta e Firenze, coordinate dal Servizio centrale operativo e su ordine del Gip di Napoli, hanno eseguito diciotto ordinanze di custodia cautelare, di cui tredici in carcere e cinque ai domiciliari. I due agenti in particolare sono accusati di avere rivelato informazioni coperte da segreto istruttorio. Al poliziotto in servizio presso l'ufficio tecnico logistico di Palazzo Chigi viene contestato di avere fornito a persone indagate, ritenute affiliate al clan dei Casalesi, informazioni su attività di intercettazione nei loro confronti. Secondo gli inquirenti inoltre il poliziotto avrebbe anche reso informazioni segrete a politici, imprenditori e alte cariche di apparati pubblici. L'agente in servizio presso l'Ispettorato Generale di PS alla Camera dei Deputati, invece, è accusato di essersi introdotto illecitamente nella banca dati per verificare i precedenti penali di una persona e acquisire informazioni su eventuali procedimenti penali e indagini nei suoi confronti.
L'inchiesta è stata condotta dai pm della Dda di Napoli Cesare Sirignano, Antonello Ardituro e Alessandro Milita, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ed ha portato alla luce un sistema di estorsioni ai danni di imprenditori da parte dei clan casalesi, oltre ad un traffico di cocaina dal Casertano alla Toscana. I due agenti della Polizia di Stato sono accusati di favoreggiamento e rivelazione di segreto mentre per gli altri arrestati i reati contestati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, detenzione di armi, estorsione, traffico e spaccio di stupefacenti.
Probabili rapporti con Scajola – Secondo indiscrezioni pare che i poliziotti arrestati abbiano avuto rapporti anche con Claudio Scajola ora in arresto nel carcere di Regina Coeli. Le indagini infatti potrebbero incrociarsi con la vicenda degli appalti dell'Expo che vede coinvolto l'ex ministro visto che anche in quel caso era emersa l'ipotesi dell'esistenza di una talpa che avrebbe fornito informazioni riservate a Scajola.