Codici numerici, da 1 a 5, ai quali le regioni potranno abbinare codici colore, e tempi certi con un'attesa massima prevista di 8 ore. 1 – Rosso per un'emergenza che necessita di un accesso urgente; 2 – Arancione per impellenze che vanno gestite entro brevissimo tempo; 3 – Azzurro per interventi che da gestire entro un'ora; 4 – Verde per criticità minori da gestire entro due ore; 5 – Bianco per interventi non urgenti da gestire entro quattro ore. Cambiano così le regole al Pronto soccorso, con tre obiettivi principali: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni.

Codici numerici per garantire tempi certi

A parte il nuovo sistema per gravità dei casi da gestire, altra novità è la creazione di un'area cosiddetta "see and treat": qui infermieri in possesso di una "formazione specifica" applicheranno protocolli standard per curare le urgenze minori, con l'obiettivo di ridurre il sovraffollamento nei Pronto soccorso. Prevista anche un'Area di osservazione breve e intensiva, per terapie a breve termine e la possibilità di esami diagnostici. In questo caso, l'obiettivo è evitare i ricoveri inappropriati e aumentare la sicurezza delle dimissioni dal Pronto soccorso.

Cambia dunque la codifica nell'accettazione: ci saranno codici numerici da 1 a 5 a cui le Regioni potranno associare un colore:
1 – Rosso per un'emergenza che necessita di un accesso immediato;
2 – Arancione per urgenze che vanno gestite entro brevissimo tempo;
3 – Azzurro per interventi che vanno gestiti entro un'ora;
4 – Verde per urgenze minori da gestire entro due ore;
5 – Bianco per interventi non urgenti da gestire entro quattro ore.

Sergio Venturi, Coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha spiegato l’importanza della novità sul Pronto Soccorso: “L’Accordo Stato-Regioni è positivo soprattutto perché allinea l’Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi a livello internazionale, perché considera la presa in carico della persona nella sua interezza, partendo proprio dalla necessità di una maggiore attenzione all’umanizzazione della cura e infine perché pone le basi per ridefinire e valorizzare il ruolo della medicina d’emergenza-urgenza e delle strutture dei Pronto soccorso”. ”È naturalmente previsto un periodo di transizione di 18 mesi – sottolinea Venturi – e si punta a una migliore organizzazione delle aree e degli spazi, distinguendo, nell’ambito della presa in carico, un’area di osservazione breve e intensiva che comporti, oltre all’osservazione clinica, una terapia a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici. Uno strumento pensato anche per ridurre ricoveri inappropriati e per aumentare la sicurezza delle dimissioni dal Pronto soccorso, ma che per funzionare avrà bisogno di una dotazione organica adeguata e una posizione adiacente ai Pronto soccorso”.

Le perplessità dell'esperto

Il nuovo sistema è stata accolto con titubanza da Francesco Rocco Pugliese, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza: "Non credo che ci sarà una riduzione dei tempi di attesa – afferma – perché il vero problema è che nei Pronto soccorso italiani mancano all'appello 2.000 medici ed è il medico che deve visitare i pazienti. Con un numero cosi' esiguo di medici è impossibile rispettare i tempi massimi di attesa previsti per l'accesso ai Pronto soccorso". Ed ancora: "tecnicamente, il codice colore non penso possa essere comunque abbandonato, perché è più immediato sia per il cittadino sia per il medico". Altro problema centrale, evidenzia, "e' che nei reparti ospedalieri mancano i posti letto, a causa dei tagli degli ultimi anni: è quindi impossibile che i pazienti, come prevedono le nuove regole, vengano smistati ai reparti per il ricovero, quando questo è necessario, entro un tempo massimo di 6-8 ore".