Aveva poco più di due anni Andrea Bona quando, il 31 maggio del 1979, riuscì per una manciata di secondi ad allontanarsi dallo sguardo della sua baby sitter, infilarsi nel varco di una balaustra e precipitare in un canale a Venezia. A salvargli la vita fu un passante, che si gettò in acqua e recuperò il bambino che altrimenti sarebbe annegato, per poi dileguarsi. Da quel giorno sono trascorsi 41 anni, Bona è oggi uno stimato avvocato padre di quattro figli e sta cercando di rintracciare l'uomo che gli salvò la vita. "Voglio dirgli grazie. Non abbiamo mai saputo chi fosse quell’uomo. Lui se ne andò subito, senza lasciare un nome. E all’epoca non c’erano social né cellulari che facilitassero una ricerca di questo tipo".

A spingerlo in questa ricerca, come spiega Il Gazzettino, sono stati i figli, tre gemelli di otto anni e una bimba di quattro: "Lunedì i bambini sono stati con mio padre che è andato a prenderli a scuola – spiega Bona – è stato lui a mostrargli il ritaglio del Gazzettino che riferiva di quell’incidente, lo aveva appena ritrovato sistemando la cantina. Gli ha raccontato di quanto fossi un terremoto da piccolo. Gli ha spiegato che se non fossi stato salvato quel giorno, loro non sarebbero nemmeno nati…". Da quel momento l'avvocato ha deciso di provare a rintracciare l'uomo che lo trasse in salvo quel 31 maggio del 1979 nei pressi del ponte della Donna Onesta di Venezia. "I miei genitori erano al lavoro – ricorda Bona -. Mio padre era architetto, mia madre faceva la segretaria alla scuola Canal. Io ero con la baby sitter".

Il bambino stava giocando davanti a casa, quando riuscì a infilarsi nel varco della balaustra cadendo in acqua. "La baby sitter si sentì male, credo fece in tempo ad urlare e poi svenne. Ci fu questa persona che si gettò dal ponte, mi riportò a riva e se ne andò. Questo è quel che mi è stato raccontato. Io ho un solo ricordo di quel giorno: ero a casa, nella camera dei miei genitori, dove c’era il fasciatoio, con cinque, sei persone sconosciute che mi guardavano dall’alto e mi cambiavano. Erano i vicini dei casa che si presero cura di me, mentre arrivava mia madre".