"L'Italia sta attraversando una fase di crescita lieve rispetto al resto dell'Europa. Grazie alle misure adottate non ci troviamo di fronte a impennata della curva". A parlare è Silvio Brusaferro, direttore dell'Istituto superiore di Sanità, che ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica in Italia nel corso della consueta conferenza stampa del venerdì della Cabina di Regia. Secondo l'esperto, che ha spiegato i risultati dell'ultimo report con il monitoraggio settimanale realizzato dall'Iss insieme al Ministero della Salute, "il virus circola ovunque. La trasmissione è stata contenuta ma si devono mantenere tutte le misure di mitigazione. È importante farlo adesso, per far sì che la curva si appiattisca anche in una stagione come questa, particolarmente a rischio per l'influenza". A conferma di ciò, ci sono anche i dati sull'incidenza: "Dal 28 dicembre al 10 gennaio, rispetto ai 15 giorni precedenti, c'è una crescita in tutte le regioni, ma in Trento e Veneto c'è una decrescita, pur restando molto alti".

A livello nazionale, l'incidenza è di 369 casi per 100mila abitanti in Italia negli 15 giorni, 183 negli ultimi 7. "Ma sappiamo che la soglia per scendere dalla fase di mitigazione a quella di contenimento è di 50 casi ogni 100mila casi. Per cui è ancora presto per allentare le misure restrittive che tutti conosciamo – ha aggiunto Brusaferro -. Scende leggermente nella provincia autonoma di Trento e in Veneto, ma qui si mantiene comunque alta. Parliamo di 365 casi su 100mila abitanti negli ultimi 15 giorni proprio in Veneto, ma anche Bolzano è sopra i 300 e l'Emilia Romagna oltre 250″. Secondo gli ultimi dati della Cabina di Regia, in aumento è anche l'indice Rt, che a livello nazionale è arrivato a 1,09, in lenta crescita da cinque settimane, con differenziazioni anche qui a livello regionale, con la maggior parte delle Regioni oltre la soglia di guardia di 1.

Per quanto riguarda i decessi e la pressione sul sistema sanitario la curva si è andata stabilizzando. "La curva della mortalità è in decrescita, anche se negli ultimi periodi c'è una decrescita più lenta – ha concluso Brusaferro -. Rispetto all'occupazione dei posti letto ordinari e delle terapie intensive la curva si è un po' fermata. C'è un lieve aumento dei ricoveri, ma sostanzialmente siamo in una fase ancora di stabilità. Tuttavia, nessuna regione a rischio basso e se non si adottano le misure raccomandate, nel corso del prossimo mese si possono superare le soglie di allerta in varie regioni".