Dal 4 marzo al 21 marzo Bologna andrà in zona rossa. Lo ha deciso la Conferenza dei sindaci riunita questo pomeriggio, all'unanimità e in condivisione con la Regione. Il provvedimento entrerà in vigore domani e prevederà la chiusura anche di nidi e materne, oltre alle "attività commerciali non essenziali". Ad annunciarlo è il sindaco metropolitano di Bologna, Virginio Merola. "A livello nazionale la soglia critica è considerata a partire da 250 casi ogni 100.000 abitanti- spiega Merola- soglia abbondantemente superata in tutti i nostri Comuni. I dati sull'ultima settimana di febbraio nel territorio dell'Ausl di Bologna, elaborati quindi successivamente alla decisione della zona arancione scura, sono di 400 casi di media ogni 100.000 abitanti, con 13 Comuni sopra i 500 casi e la media del distretto Appennino di 584"

Perché Bologna va in zona rossa

L’allarme su Bologna era già stato confermato dal direttore dell’Ausl locale Paolo Bordon, intervistato da Repubblica Bologna: “L’Rt a Bologna è a 1,35. Abbiamo 847 persone ricoverate, stiamo rivoluzionando gli ospedali perché ci servono mille letti. Dobbiamo tagliare del 50% la chirurgia programmata non urgente al Bellaria e del 40% al Maggiore. È peggio della seconda ondata. Ma siamo solo all’inizio della terza”. Bordon ha spiegato che oggi in città “registriamo il record di nuovi casi, siamo vicini agli 800, la situazione è complessa”. “Per salvaguardare la nostra sanità è urgente prendere un provvedimento. Prima facciamo meglio è: sono gli ultimi episodi, dobbiamo stringere tutti i denti”, il messaggio lanciato da Merola.

"Abbiamo preso un provvedimento ‘arancione scuro' (partito sabato scorso, ndr) – aveva aggiunto – ma dalla nostra Asl al nostro sistema ospedaliero ci segnalano che la situazione ricoveri sta aumentando in modo notevole e che il peggio deve ancora venire. Penso che da qui a venerdì dovremo valutare ulteriori restrizioni".

Bologna in zona rossa. Le nuove regole

Ma cosa cambierà. I nuovi provvedimenti dovrebbero prevedere la chiusura di barbieri, parrucchieri e negozi non essenziali. Vietate le attività sportive, anche all'aperto, tranne che la classica passeggiata vicino casa. Chiuse anche le scuole d’infanzia, uniche oggi in presenze. Così come i bar e ristoranti, salvi l’asporto e le consegne a domicilio. Proibiti gli spostamenti fuori dal Comune e all'interno del Comune tranne che per ragioni di comprovata necessità, lavorativa o di salute. Rimane il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.