Bimbo morto dopo aver ingerito cocaina a Vasto, la madre è indagata ma non torna in Italia: “Sono incinta”

Il piccolo Romyr Tonio, 15 mesi, è morto all'ospedale di Vasto dopo avere ingerito della cocaina. Ora, a distanza di dieci mesi, la madre Laura Mitran è stata raggiunta da misure cautelari che la obbligherebbero a tornare in Italia, ma per il momento non lo farà, e resterà in Romania, nel suo paese d'origine.
È stata proprio lei lo scorso 10 agosto a chiamare il 118 che ha portato il piccolo al pronto soccorso abruzzese spiegando ai soccorritori che il figlio si trovava in culla quando aveva smesso improvvisamente di respirare.
Successivamente, l'autopsia ha escluso la violenza dalle cause del decesso, mentre le indagini tossicologiche hanno accertato la presenza di cocaina. La Procura di Vasto ha quindi aperto un'inchiesta per omicidio colposo nei confronti della madre. L'ipotesi è che il piccolo abbia accidentalmente ingerito la sostanza presente nell'abitazione. La 30enne è accusata anche di false informazioni al pm.
Il gip di Vasto ha disposto il divieto di espatrio nei confronti della 30enne, ma lei da tempo ha lasciato il paese. Le altre misure cautelari consistono nell'obbligo di firma e consegna del passaporto. La donna, però, come spiega a Fanpage.it il suo legale, l'avvocato Alessandro Cerella, la donna non tornerà: "Non può farlo perché è incinta al nono mese, è in procinto di partorire e ha anche una gravidanza un po' rischio, quindi non lo farà".
Mitran ha sempre negato di fare uso di cocaina e altre sostanze stupefacenti, quel che è certo però è che il bambino l'ha assunta. "Che sia stata rivenuta nel sangue è certo, ma come sia stata assunta è ancora in dubbio – sottolinea l'avvocato – Se fosse stato tutto chiaro ci sarebbe già stato un rinvio a giudizio, ma evidentemente non è ancora così".
Secondo il legale, gli investigatori dovrebbero allargare lo sguardo: "C'era un'altra persona dentro casa, faticano a individuarla, ma c'era".
Mitran aveva lasciato l'Italia poco dopo la morte del figlio, era poi tornata a seguito del dissequestro dell'abitazione per poi ripartire nuovamente alla volta della Romania. Qui era rimasta e, almeno fino al termine della gravidanza, non farà ritorno. Intanto, le indagini proseguono: gli inquirenti hanno disposto accertamenti tecnici su teloni e pc sequestrati nella casa di Vasto.