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Batterio escherichia coli, vietato fare il bagno in mare in 28 punti della Riviera romagnola

Proibito fare il bagno in diverse località del litorale adriatico: valori anomali sono emersi in 28 campioni prelevati da acque di balneazione in mare Adriatico tra Goro a Cattolica. Per Arpae si tratta di una concentrazione superiore al valore limite di escherichia coli.
A cura di Susanna Picone
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È temporaneamente vietato fare il bagno in 28 aree di balneazione della riviera emiliano-romagnola. Il motivo è relativo alla registrazione di valori anomali, col superamento dei limiti della presenza del batterio escherichia coli.

Arpae, sulla base di campionamenti programmati di martedì, ha registrato il superamento dei limiti in 28 su 98 punti di misura. I divieti per il momento scattano a Goro, nel tratto di Pinarella di Cervia e in 26 tratti del Riminese. Il tratto di litorale interessato è di circa 5 chilometri: i relativi avvisi sono stati posizionati dalla Capitaneria di Porto e dalla locale cooperativa bagnini.

In particolare i divieti riguardano un tratto nel comune di Goro, il tratto di Pinarella di Cervia e 26 tratti in provincia di Rimini (nei comuni di Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica).

Mappa Arpae
Mappa Arpae

Il divieto per il rischio di valori fuori norma è consueto nelle 24 ore successive alle piogge, perché vengono aperti gli sforatori a mare. Qui però, data la perdurante siccità, il fenomeno è senza spiegazione. "Al momento le ipotesi possibili per spiegarne le cause sono rappresentate da un insieme di eccezionali condizioni meteorologiche", è quanto fa sapere Arpae, “che, sommandosi, possono aver avuto un effetto particolarmente impattante sulla composizione delle acque marine”.

Attualmente sono in corso dei campionamenti, 14 dei quali sono già stati effettuati, i cui risultati sono attesi per oggi, mentre gli altri, a causa del mare mosso, saranno effettuati oggi.

"Ho chiesto alla Regione Emilia-Romagna, all'Azienda Usl Romagna, ad Arpae, insieme ai comuni della costa riminese e altri della Romagna, di partecipare a un incontro tecnico, previsto per domani, per analizzare e trovare una soluzione all'anomalia dei campioni eseguiti da Arpae che ha fatto registrare il superamento dei limiti normativi di 28 acque di balneazione da Goro a Cervia, passando per Bellaria, Rimini, Riccione, Misano e Cattolica. Una contingenza senza alcune spiegazione tecnica, né logica, visto che, per esempio a Rimini, a causa della siccità, le paratie a mare non vengono aperte da quasi un mese e mezzo e la stessa Hera, che gestisce il ciclo integrato delle acque, ha formalmente comunicato di non aver riscontrato alcun guasto o difetto nella rete dell'acquedotto e fognaria. Lo stesso immagino per tutti gli altri comuni fuori parametro". È quanto ha dichiarato il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, commentando i dati dei campioni eseguiti da Arpae che avrebbero fatto superare i limiti normativi di diverse zone.

"Stamane, alcuni esperti, anche alla luce di analoghi episodi che si sono verificati nelle ultime settimane, in altri mari d'Italia, hanno avanzato l'ipotesi dell'anomalo innalzamento della temperatura dell'acqua del mare, durante questa estate eccezionalmente calda, concausa di uno squilibrio organico, che porterebbe al superamento dei valori indicati dalla norma – ha detto ancora il sindaco riminese -. Se anche così fosse, e al di là di questa o quella regione, come sindaco di Rimini, città che ha investito, negli ultimi 8 anni, 250 milioni di euro per la realizzazione della rete fognaria separata e la trasformazione degli sforatori in canali di acque bianche, insieme a tutte le città della costa riminese e romagnola, sottolineo la delicatezza della vicenda e l'assoluta urgenza per l'immediata soluzione a essa da parte degli enti preposti. Spero e credo che già domani, nell'incontro convocato, si troverà una soluzione pratica a questo mistero, che rischia di danneggiare interi territori, intere economie per ragioni non individuabili, almeno a oggi, nella razionalità".

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