Avvocata accusata di aver creato finte sentenze e perizie del Tribunale solo per farsi pagare: sospesa a Marsala
Un’avvocata avrebbe consegnato ai suoi clienti una perizia del tribunale in cui si confermava la vittoria con tanto di risarcimento di oltre 184mila euro per la morte del figlio degli assistiti, peccato che la sentenza era completamente falsa perché non era mai stata emessa ma l’avrebbe creata lei solo per fasi pagare. Anche per questo una legale siciliana è stata sospesa dall’esercizio della professione a Marsala ed è ora indagata per il reato di falso materiale di atto pubblico.
A darne notizia è stata la stessa Procura siciliana che in una nota informa del provvedimento cautelare restrittivo per l’avvocata emesso dal giudice per le indagini preliminari al termine dell’inchiesta a carico della donna. Al centro della delicata vicenda, una causa per responsabilità mediche correlate alla morte del figlio delle vittime del presunto raggiro. I genitori infatti avevano tentato una causa di risarcimento per il decesso e credevano di averla vinta prima di scoprire che il processo non vi era mai stato.
Secondo l’accusa, la legale avrebbe falsificato di sana pianta una intera consulenza tecnica d'ufficio al solo scopo di farsi pagare dai suoi assistiti ma senza aver nemmeno incardinato il procedimento giudiziario. Si trattava di una perizia d'ufficio del Tribunale, datata 5 novembre 2024, che attestava un risarcimento di oltre 184mila euro per responsabilità mediche. La perizia era “riconducibile a un provvedimento originale, ma in realtà interamente contraffatta, in quanto relativa a un procedimento mai instaurato" spiegano gli inquirenti.
Al centro delle indagini, però, anche diversi altri casi sospetti avvenuti nel periodo compreso tra il 6 luglio 2023 e il maggio 2024. Per l’accusa, l’indagata sarebbe responsabile di una presunta e reiterata consegna di documentazione falsa che avrebbe indotto in errore i propri clienti che erano convinti di aver avviato procedimenti civili mai avviati, ottenendo così il pagamento degli onorari. Per questo è accusata di due episodi di presunto patrocinio infedele tra aprile e luglio 2024.
“In qualità di patrocinatrice delle persone offese, avrebbe formato una sentenza apparentemente proveniente dal tribunale di Marsala e riconducibile a un provvedimento originale, ma in realtà interamente contraffatta” spiega la Procura che imputa all’avvocata anche i reati di truffa con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d'opera e patrocinio infedele. Per l’avocata, dopo l’interrogatorio di garanzia è scattata così la misura interdittiva di divieto temporaneo di esercitare la professione forense.