Auriane Laisne uccisa nella chiesetta di La Salle 2 anni fa, chiesto ergastolo per l’ex fidanzato Sohaib Teima

Il pubblico ministero Manlio D'Ambrosi ha chiesto l'ergastolo per Sohaib Teima, il 24enne di Fermo accusato di aver ucciso l'ex fidanzata Auriane Laisne nel marzo del 2024. Il corpo della 22enne fu trovato nel rudere della chiesetta di Equilivaz, sopra a La Salle, in Valle d'Aosta, il 5 aprile. La richiesta è stata avanzata al termine di una requisitoria durata 2 ore. Il processo è stato aggiornato al prossimo 25 marzo, quando prenderà la parola la difesa. La sentenza è attesa per l'8 aprile.
Il ritrovamento del cadavere nell'aprile 2024
Il 5 aprile del 2024, la ragazza è stata trovata senza vita con una profonda ferita al collo. Il cadavere della 22enne di origini francesi giaceva in una pozza di sangue. In seguito è emerso che la ragazza è morta dopo un'agonia durata ore, soffocata dal proprio sangue. Laisne aveva provato a difendersi dal suo aggressore: a testimoniarlo sono state anche le ferite riportate sulle mani dalla ragazza. La vittima avrebbe tentato però una debole difesa, stordita in precedenza da una quantità sproporzionata di tranquillante somministratole proprio dall'ex. Teima l'ha successivamente tramortita e colpita al collo.
Laisne è morta per asfissia. Prima del femminicidio, la 22enne avrebbe subito per due anni maltrattamenti, violenze e umiliazioni di ogni tipo. Poco prima dell'omicidio, infatti, la 22enne era stata sequestrata e segregata in casa da Teima. Il 24enne l'aveva rinchiusa nel suo appartamento di Fermo, nelle Marche, dove aveva vissuto per un lasso di tempo prima del delitto. In quel frangente le aveva sequestrato e rotto il cellulare per impedirle rapporti con l'esterno. Il sequestro era poi culminato nel viaggio in Valle d'Aosta, dove poi la ragazza è stata uccisa.
Le 4 denunce per maltrattamenti in Francia e il viaggio in Italia
Prima dell'episodio avvenuto nelle Marche, Laisne si era presentata dalle forze dell'ordine francesi per ben 4 volte. La 22enne lo aveva denunciato per maltrattamenti, ma non è bastato a salvarle la vita. Nei confronti dell'imputato vigeva infatti un divieto di avvicinamento che però non è stato sufficiente: il ragazzo è riuscito comunque a sequestrare la vittima e a portarla con sé in Italia e poi nel luogo in cui è morta.
Gli inquirenti avevano inizialmente inquadrato quel viaggio nell'ambito dell'Urban Exploration, una pratica di esplorazione di luoghi abbandonati. I due erano arrivati in Italia nel marzo 2024 a bordo di un autobus. Durante il controllo di routine della polizia di frontiera, non erano emerse irregolarità che avevano impedito il transito. Per le autorità italiane, quel viaggio non era stato casuale, ma frutto di una premeditazione da parte di Teima. L'uomo avrebbe attirato la giovane proprio a La Salle con la scusa di esplorare la chiesetta dove poi si è consumato il delitto.
L'alibi fornito dalla madre di Teima
Secondo quanto emerso dalle indagini dopo il ritrovamento del cadavere, Auriane aveva paura dell'ex. Dopo il delitto, la madre di Teima ha sostenuto strenuamente l'innocenza del figlio. Per gli inquirenti, la difesa si è tradotta in un tentativo di fornire un alibi. Durante le prime fasi delle indagini, la donna ha sostenuto che tra il 26 e il 27 marzo il figlio si trovasse in Francia.
Il dettaglio è stato smentito dalle celle telefoniche che hanno dimostrato che il dispositivo elettronico era invece localizzato proprio a Equilivaz nella notte del delitto. La donna aveva raccontato di aver sentito il figlio e che quest'ultimo le aveva riferito di trovarsi oltreconfine: un tentativo, secondo l'accusa, di allontanarlo dalla scena del crimine di La Salle.