Il nastro dei carabinieri isola una scena del crimine (repertorio)
in foto: Il nastro dei carabinieri isola una scena del crimine (repertorio)

Gli omicidi dovuti alla criminalità organizzata hanno ormai lasciato il posto ai delitti in ambito familiare o affettivo, con un'alta incidenza di vittime femminili e autori maschili. Lo rende noto il report recentemente diffuso dall'Istituto di statistica. Secondo i rilievi statistici, dunque, si tratterebbe nella maggior parte dei casi di uomini che uccidono donne in ambito familiare, di coppia o affettivo. Lo riscontra l'Istat per l'anno 2019, segnalando, in ambito familiare o affettivo 150 vittime nel 2019 (47,5% del totale), di cui 93 sono donne (l'83,8% del totale degli omicidi femminili).

Donne più a rischio col lockdown

L'emergenza Covid ha invece segnato un altro trend, influendo negativamente anche sulla vita delle donne, anche per gli episodi di maltrattamento e violenza. Nei primi sei mesi 2020 la situazione si è ulteriormente aggravata con un numero di delitti pari al 45% del totale degli omicidi (contro il 35% dei primi sei mesi del 2019), raggiungendo il 50% durante il lockdown nei mesi di marzo e aprile 2020. Le donne sono state uccise principalmente in ambito affettivo/familiare (90% nel primo semestre 2020) e da parte di partner o ex partner (61%).

I casi

Un drammatico esempio del trend rilevato dall'Istat, sono i casi andanti in scena solo pochi giorni fa in varie regioni d'Italia. Dal brutale omicidio di Roberta Siragusa, la diciassettenne bruciata viva a Caccamo (Palermo), lo scorso 24 gennaio, a quello di Sonia Di Maggio, pugnalata a morte a 29anni mentre passeggiava a Specchia Gallone con il fidanzato, al duplice omicidio di Teodora Casasanta e del figlioletto Ludovico, di cinque anni, a Torino, la cronaca ci mostra ci mette a confronti con storie reali che ben esemplificano il trend rilevato dall'Istat, quello degli omicidi in ambito familiare o relazionale con vittime femminili.