Fake news, attacchi cibernetici, il rischio terrorismo e non solo. Nella relazione annuale dell'Intelligence italiana, pubblicata oggi, i temi sono tanti, ma il problema è uno solo: difendere la sicurezza del nostro Paese. La pandemia di Covid-19 ha condizionato lo scorso anno e ha cambiato la società, così come ha influenzato gli attacchi contro l'Italia. La prima conseguenza dell'emergenza è stata "un'impennata di campagne disinformative e fake news", segnalano gli 007. Gli "attori ostili" hanno visto ampliarsi il loro margine di intervento grazie a "più strumenti a fini manipolatori e d'influenza". L'obiettivo è chiaro: creare campagne di disinformazione, combinate con cyber attacchi, per "trasformare la pandemia in un vantaggio strategico di lungo termine".

E proprio gli attacchi cibernetici sono aumentati nell'ultimo anno. Il 20% in più contro assetti rilevanti per la sicurezza nazionale, soprattutto sfruttando le debolezze connesse alla pandemia, per scoprire informazioni sensibili su "terapie e stato della ricerca". Ma le conseguenze del Covid-19 sulla sicurezza non si fermano qui: il contraccolpo economico ha reso più concreto il pericolo che "attori esteri si ponessero quali acquirenti di asset pregiati in Italia, con prospettive di spostamento dei centri decisionali e produttivi al di fuori dei nostri confini e/o di perdita di know how".

Gli arrivi dei migranti con sbarchi fantasma o dalla frontiera terrestre restano un problema di sicurezza, secondo gli 007. "I rischi sanitari connessi alla possibile dispersione sul territorio nazionale di soggetti positivi al virus sono andati ad aggiungersi al pericolo di infiltrazioni terroristiche", spiega l'Intelligence nella sua relazione. Sul tema terrorismo, però, gli 007 escludono che ci sia un ricorso sistematico al canale dell'immigrazione clandestina per spostare i jihadisti, ma c'è il rischio che nei centri di accoglienza dei migranti ci possano essere "processi di radicalizzazione islamista". L'adesione al jihadismo in Italia avviene anche attraverso il web, dove vengono diffusi "articoli, infografiche e video di propaganda in lingua italiana". Gli 007 pongono l'attenzione sui soggetti a rischio, "particolarmente influenzabili", e soprattutto sulla radicalizzazione in carcere.