L’Audi Gialla RS4 ritrovata bruciata a Treviso.
in foto: L’Audi Gialla RS4 ritrovata bruciata a Treviso.

La corsa dell'Audi gialla RS4 che per giorni è riuscita a sfuggire agli inseguimenti delle forze dell'ordine si è conclusa nella notte tra lunedì e martedì, quando l’auto è stata abbandonata e incendiata nel Trevigiano. Sul posto, allertati dai cittadini che hanno visto le fiamme, si sono precipitati vigili del fuoco e carabinieri ma dei malviventi che viaggiavano a bordo dell’Audi gialla nessuna traccia. E secondo il capo della Procura di Treviso le possibilità di trovarli adesso sono davvero poche. Il magistrato Michele Dalla Costa parlando della vicenda dell’Audi gialla RS4 si è detto rammaricato “per il troppo clamore mediatico” dato alle gesta dei malviventi e ha spiegato che con la distruzione del veicolo le possibilità di risalire ai malviventi si sono, appunto, ridotte al minimo. “Sarà difficile trovare qualche reperto utile – ha aggiunto Dalla Costa – e purtroppo, se fino a ieri avevamo qualche aggancio per individuare gli occupanti, oggi non c'è più neppure questo”. La Procura di Treviso non ha aperto fascicoli sui reati commessi dalla banda ma è in atto un'attività di tipo conoscitivo.

Audi gialla RS4 trovata bruciata: “Queste situazioni solo in Italia”

Hanno commentato la vicenda dell’Audi gialla anche alcuni politici, tra cui il segretario della Lega Matteo Salvini e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “È una roba da matti – ha detto Salvini -. Queste situazioni si possono verificare solo in Italia. Noi vorremmo non muri, non fili spinati, ma un po’ di controlli”. “Non è possibile – ha aggiunto il leader della Lega – che gli altri stati controllino i loro confini mentre in Italia entri gente che sfreccia a 250 km orari in autostrada, sparando a polizia e carabinieri”.  “Ora che si sono liberati dell'auto sono ancora più pericolosi”, così invece Zaia parlando di “tre delinquenti” che “non sono dei fenomeni”. “Io non vorrei che cominciassero a essere mitizzati perché questa storia sembra quella di un set cinematografico. Sono tre delinquenti che rischiano la loro vita e mettono a repentaglio quella altrui in continuazione. Purtroppo, siamo un Paese molto strano per cui passata l'onda d'urto iniziale, questi signori rischiano anche di diventare personaggio”, ha continuato il presidente del Veneto che ha anche polemizzato in merito a un eventuale arresto: “Se questi vengono presi – si è chiesto – quanto resteranno in galera?”.

La vicenda dell’Audi gialla RS4 in fuga in Veneto

L'appariscente Audi gialla RS4 con targa svizzera parziale TI 123 1 era stata rubata lo scorso 26 dicembre in un parcheggio dell'aeroporto di Malpensa. La banda di malviventi a bordo della potente automobile ha tentato un furto in un appartamento di Abano Terme che si è concluso con uno scontro a fuoco con la polizia. Da quel momento in poi si sono perse le tracce dell’auto e nonostante le numerose segnalazioni e gli inseguimenti della polizia nessuno è riuscito a fermarla. Nella notte tra sabato e domenica scorsa un uomo albanese si è presentato in questura a Torino per dichiararsi estraneo alla vicenda: era apparso in una foto pubblicata online e che secondo alcuni raffigurava i tre malviventi in fuga. Alla fine, dopo fughe rocambolesche, di cui una contromano sul passante di Mestre che ha causato un incidente costato la vita a una donna, la corsa dell’Audi gialla è finita in fiamme.

Un indizio lasciato nel bagagliaio dell'Audi gialla

Il fuoco ha sicuramente eliminato le impronte digitali all’interno dell’auto trovata bruciata ma, secondo quanto racconta Il Gazzettino, i malviventi potrebbero aver fatto un errore. All’interno del bagagliaio i Ris avrebbero infatti trovato un piede di porco lasciato dai banditi: qui potrebbero essere rimaste delle impronte digitali.