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Arrestato per “674 grammi di eroina in frigo” viene scarcerato a Torino: era farina mista a caffè

Un ragazzo di 26 anni era stato arrestato a gennaio perché trovato in possesso di quella che sembrava eroina; invece era farina mista a caffè. Ora il giovane è stato scarcerato.
A cura di Davide Falcioni
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Sembrava eroina, ma non lo era. In quelle bustine sigillate nel cellophane, conservate in un tupperware nel frigorifero di una mansarda occupata abusivamente a Torino, c’era invece tutt’altro: farina di grano mescolata ad altre sostanze, forse caffè. La scoperta è arrivata solo dopo gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura: i carabinieri della scientifica, su mandato del pubblico ministero Francesco La Rosa, hanno analizzato il materiale sequestrato lo scorso 12 gennaio, quando un 26enne era stato arrestato con l’accusa di spaccio e occupazione abusiva di immobile. Il risultato ha ribaltato il quadro: nessuna traccia di sostanze stupefacenti.

Il giovane, difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo, era finito in carcere subito dopo l’intervento dei militari. A dare l’allarme era stato il proprietario dell’appartamento, residente al piano inferiore, insospettito da rumori provenienti dalla mansarda. Una volta sul posto, i carabinieri avevano trovato la porta forzata e il ragazzo all’interno. Durante la perquisizione, il ritrovamento che aveva fatto scattare le manette: "674 grammi di eroina e un bilancino di precisione", come riportato nel verbale.

Ma quell’“eroina”, a distanza di mesi, si è rivelata altro. "Gli accertamenti tecnici hanno consentito di rilevare che la sostanza rinvenuta nella disponibilità dell’indagato non può essere ricondotta ad alcuna delle tabelle previste dal testo unico in materia di sostanze stupefacenti e psicotrope", ha spiegato il pm, chiedendo la scarcerazione.

Richiesta accolta dal gip Paolo Demaria, secondo cui "le risultanze sopra indicate fanno venire meno il presupposto dei gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato ipotizzato". Venuta meno la base dell’accusa di spaccio, è stata così revocata la misura cautelare della custodia in carcere. Dopo tre mesi di detenzione, il 26enne è tornato in libertà.

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