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Apre la porta al fattorino della pizza ma era il collega in malattia: nei guai autista di bus a Treviso

Un autista dell’azienda Mom, che si occupa del trasporto pubblico su gomma di Treviso e provincia, è finito nella bufera dopo essere stato scoperto mentre svolgeva un secondo lavoro pur godendo di un permesso sanitario che gli consentiva di svolgere turni ridotti. Alcune sere fa un altro autista ha aperto la porta al fattorino della pizza e si è trovato davanti il collega.
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A cura di Eleonora Panseri
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Ha aperto la porta di casa al fattorino per ritirare la pizza ordinata poco prima e si è trovato davanti a un collega che gode di un permesso sanitario. È successo a un autista del comparto urbano della Mom, l'azienda che si occupa del trasporto pubblico su gomma di Treviso e provincia e la storia è stata raccontata dal quotidiano locale La Tribuna di Treviso.

Secondo quanto è stato ricostruito, il lavoratore colto in flagrante è un dipendente dell'azienda da diversi anni che si avvarrebbe di un turno sanitario, ovvero condizioni agevolate per quanto riguarda le tratte da coprire e gli orari. La richiesta dell'uomo era stata presentata all'ufficio personale con certificato medico e conferma del medico aziendale per essere poi approvata dalla stessa Mom.

Grazie a questo speciale permesso, concesso per motivi sanitari certificati, al dipendente era permesso di coprire un turno di 6 ore solo alla mattina, iniziando alle 5.30. Ma le premesse a questo non sarebbero più valide, visto che i suoi problemi di salute non gli hanno impedito di fare un secondo lavoro nelle ore in cui in teoria sarebbe dovuto rimanere a casa effettuando le consegne per una pizzeria d'asporto, e di venir "beccato" dal collega che era a conoscenza della sua particolare condizione e che non ha soprasseduto sull'episodio, denunciando il fatto all'azienda.

"Lui gode di un turno agevolato, non ha pause lunghe ore tra una corsa e l’altra come succede a tutti gli altri autisti. Con i suoi certificati sta svolgendo gli stessi turni concessi alle mamme per conciliare i tempi di vita familiare con il lavoro. E poi fa il secondo lavoro?", hanno raccontato gli altri autisti delusi dal comportamento del collega. Gli altri lavoratori hanno anche voluto precisare che il era anche "un sindacalista della Uil.

"Sono affranto e dispiaciuto per quanto è successo, se l’ho fatto è perché ne avevo bisogno, ma ne parlerò solo dopo che avrò chiarito con l’azienda", ha replicato il diretto interessato alcuni giorni dopo la scoperta. L'autista avrebbe anche rassegnato le dimissioni dalla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) e da tutte le commissioni di cui fa parte, attraverso comunicazione ufficiale al segretario ufficiale Uil Trasporti di Treviso e Belluno. E ora sarebbe in attesa di un confronto con l’azienda per chiarire la sua posizione: potrebbe innescarsi un provvedimento disciplinare.

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