Anziani uccisi in ambulanza, la morte di Deanna Mambelli e le intercettazioni di Spada: “Secchiamo qualcuno”

È atteso nel pomeriggio di mercoledì 15 aprile pomeriggio l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari di Luca Spada, l'ex autista soccorritore della Croce Rossa di 27 anni indagato dalla Procura di Forlì e arrestato per l'omicidio volontario di diversi anziani durante il trasporto in ambulanza.
Cinque le aggravanti contestate dagli inquirenti. È accusato di aver ucciso l'85enne Deanna Mambelli, alla quale l'indagato avrebbe iniettato aria con catetere venoso il 25 novembre 2025 (caso per cui sussisterebbero gravi indizi) e i pubblici ministeri ritengono sia responsabile anche degli omicidi di altri 5 anziani.
Il 27enne avrebbe agito approfittando della minorata difesa delle vittime, con violazione dei doveri di incaricato di pubblico servizio, in danno di ricoverati e di aver utilizzato un mezzo insidioso. Per l'omicidio dell'85enne i pm indicano anche la premeditazione, ipotesi che la gip Ilaria Rosati, firmataria dell'ordinanza di custodia cautelare, non ravvisa.
Inoltre, l'analisi della documentazione medico sanitaria relativa a quattro dei sei pazienti interessati ha permesso di accertare che in tutti i casi i malati avevano subito un brusco e repentino peggioramento delle proprie condizioni di salute avvenuto durante i trasporti in ambulanza.
Sabato 11 aprile il 27enne è stato condotto in carcere. Ora Spada, che in varie interviste televisive nei mesi scorsi si è sempre proclamato innocente, potrà valutare se rispondere o meno alle domande del giudice.
La ricostruzione della morte di Deanna Mambelli: dall'aggravamento al decesso
Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che Fanpage.it ha potuto visionare, sono stati ricostruiti gli ultimi momenti di una delle presunte vittime di Spada, l'85enne Deanna Mambelli.
Alle 15.25 del 25 novembre 2025 Spada aveva contattato il 118 segnalando un improvviso aggravamento delle condizioni della paziente che stava trasportando. Raggiunto da un'automedica con a bordo un medico e un'infermiera, il 27enne aveva riferito che l'anziana improvvisamente aveva iniziato a lamentarsi "perché faticava a respirare".
A quel punto sarebbero iniziate la manovre rianimatorie e all'85enne era stata somministrata una fiala di adrenalina con una siringa che era stata buttata poco dopo. Alle 15.52 era stata quindi portata al pronto soccorso di Forlì dove era entrata in sala di emergenza per un "arresto cardiaco improvviso durante il trasporto".
La donna era morta alle 16.23, nonostante gli sforzi dei medici per tentare di salvarla. Gli inquirenti ritengono che alla donna sia stata iniettata aria che le avrebbe provocato un'embolia letale. Infatti, durante l'autopsia eseguita sul corpo dell'anziana era stato rinvenuto "materiale aereo frammisto a materiale siero ematico nei vasi polmonari".
Da qui l'ipotesi dell'embolia, condizione che si verifica quando viene introdotta aria in massa e in breve tempo nel sistema venoso. L'ipotesi troverebbe riscontro anche nel rinvenimento di una "siringa in plastica priva del suo contenitore" vicino alle "guide" che alloggiano la barella all'interno dell'ambulanza condotta da Spada.
Così come viene ritenuto sospetto l'atteggiamento dell'indagato subito dopo i fatti: sarebbe infatti salito sul mezzo alla ricerca di telecamere, fingendo di star cercando "delle lenzuola" e avrebbe contattato delle colleghe, una delle quali mai sentita prima, chiedendo esplicitamente informazioni sul decesso della paziente.
I figli dell'85enne: "Vogliamo la verità. Se è veramente colpevole, paghi"
"Siamo sconvolti, vogliamo fermamente la verità e se è veramente colpevole che paghi", hanno detto Vittorio e Giancarlo Ruffilli, i due figli dell'85enne.
I parenti della presunta vittima sono assistiti dagli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, che hanno diffuso un video con le dichiarazioni dei due. "Mai al mondo", hanno detto, avrebbero immaginato che potesse essere stata vittima di un omicidio.
Le intercettazioni choc di Luca Spada: "Ogni tanto qualcuno deve morire"
Nell'ordinanza con cui la Procura di Forlì ha chiesto l'arresto ci sono anche intercettazioni inquietanti, scambi di battute con la compagna o con altri operatori della Croce Rossa. Quando un collega lo informa di aver salvato un paziente durante un servizio, il 27enne replica: "Dio bono, ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire".
Stessi toni sono presenti nelle intercettazioni con la compagna. In una conversazione lei gli chiede: "Stai facendo secco un altro vecchio?". E in un'altra: "Hai fatto due morti? Bravo".
Secondo i pm, la premeditazione del delitto di Mambelli sarebbe dimostrata dal messaggio inviato da Spada a un collega il 17 novembre: "Bisogna che mercoledì 26 facciamo una lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti".
In altri scambi ci sono riferimenti che farebbero pensare a rapporti con varie agenzie di pompe funebri. Emergerebbero contatti di Spada con i titolari di un'agenzia di Meldola. "Sono a lavorare ho appena fatto un morto". E il titolare: "Hai dato il biglietto?!!".
Anche se, almeno per il momento, "non ci sono altre persone indagate", ha fatto sapere il procuratore di Forlì, Enrico Cieri, durante una conferenza stampa riguardo alla vicenda.
La difesa del 27enne indagato: "Valuteremo se rispondere al gip"
"Valuteremo insieme all'indagato se rispondere o non rispondere al gip nell'interrogatorio di garanzia", ha detto l'avvocato Marco Martines, che ha assunto, insieme alla collega Gloria Parigi, la difesa di Luca Spada.
L'avvocato, noto penalista forlivese che assiste l'autista soccorritore di Meldola, ha spiegato di non essere ancora a conoscenza del contenuto del fascicolo e ha ricordato che eventualmente si potrà decidere di sottoporsi a un interrogatorio anche più avanti, nel corso del procedimento penale.