Se quello dell’anno scorso per Amazon è stato ricordato come quello del record di ordini (1,1 milioni di ordini), il Black Friday di domani molto probabilmente verrà menzionato in futuro per motivi assai diversi, certamente, tutt’altro che positivi. Si allarga infatti lo sciopero dei lavoratori del sito di e-commerce e a incrociare le braccia per il Venerdì Nero sono anche i ‘Green Badge', i lavoratori che vanno ad ingrossare le fila dei dipendenti della multinazionale USA nei periodi più caldi di lavoro (nel periodo prima di Natale salgono fino a 3.000). Il Black Friday 2017 "segna anticipatamente un primato, ma non per un record di vendite: sarà la prima giornata di sciopero delle lavoratrici e lavoratori italiani indetta in Amazon, nello stabilimento di Castel San Giovanni a Piacenza", gioiscono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno indetto lo sciopero con le categorie dei somministrati Felsa Cisl, Nidil Cgil Uiltemp. "L’assemblea dei lavoratori, a fronte della latenza, che ormai si protrae da più di un anno, sulle proposte avanzate dai sindacati per una contrattazione aziendale, ha proclamato una giornata intera di sciopero in concomitanza con il Black Friday e il blocco delle prestazioni lavorative in straordinario fino alla fine dell’anno.

Lo sciopero di domani, giorno del Black Friday

L’astensione dal lavoro inizierà con il turno mattutino di venerdì 24 novembre e terminerà all’inizio del medesimo turno, la mattina di sabato 25 novembre" ribadiscono le sigle sindacali. Il fatto è, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, che "purtroppo, per Amazon non solo il lavoro è una merce, ma anche il lavoratore lo è, ed è merce deperibile: fintanto che tu lavoratore sei funzionale ai ritmi dell'azienda sei ok. Se ti ‘rompi', svanisce l'incantesimo". In tale ottica, "le rivendicazioni retributive (la paga è di circa 1.450 Euro lordi al mese, ndr) sono solo una parte delle criticità: i ‘pickers' di Amazon per ogni turno, percorrono dai 17 ai 20 chilometri attraverso lo stabilimento a movimentare merci e pacchi" e "da un punto di vista della tutela della salute e sicurezza, non può passare inosservata l'incidenza degli infortuni e il presentarsi sempre più insistente di patologie a carico".

Cosa chiedono i lavoratori di Amazon

Nello specifico, lo stabilimento di Castel San Giovani conta 1.600 dipendenti contrattualizzati, cui si aggiungono i lavoratori reclutati nel periodo di Natale, appunto i Green Badge. La remunerazione, da contratto, è di circa 1.450 euro lordi al mese. Su scala mondiale, gli impiegati salgono ad oltre mezzo milione, 541.900 per la precisione, comprensivi dei circa 90mila assunti in seguito all’acquisizione della catena di supermercati Whole Foods, indicano ancora le sigle sindacali. I lavoratori temporanei, assunti anche per i picchi di ordini a ridosso delle principali festività, sono chiamati ‘Green Badge' "ma sono lavoratori somministrati. Sono a migliaia in Amazon a Piacenza tutti i giorni, altre migliaia lavorano nei siti che Amazon ha aperto in Italia recentemente. Nel picco natalizio, calcolano i sindacati, raggiungono anche le 3 mila unità contando solo il centro logistico di Castel San Giovanni. "Hanno il badge diverso, verde e non blu, ma -avvertono le sigle- lavorano come gli altri nell'Hub gestendo ordini e spedizioni. Anche chi oggi è a tempo indeterminato è stato interinale per almeno qualche mese". Felsa Cisl, NIdiL Cgil e Uiltemp, organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori somministrati, hanno quindi proclamato per il Black Friday anche lo sciopero dei Green Badge e chiedono di "aprire un percorso per dare stabilità e continuità all'occupazione e condizioni di lavoro decenti in Amazon". Più dettagliatamente si chiede all'utilizzatore e alle agenzie coinvolte (Adecco, Manpower, Gi Group) “la riduzione del turn over, l'allungamento della durata dei contratti in somministrazione e la condivisione di percorsi di stabilizzazione, il rispetto della parità di trattamento retributiva sui livelli di inquadramento e sulla negoziazione di premi economici integrativi, un utilizzo corretto del Monte Ore Garantito, ritmi di lavoro che non mettano a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori”.