Alicia Carreras denuncia l’ex: “Mi minacciava con il coltello, da 2 mesi aspetto metta il braccialetto elettronico”

A cura di Angela Camuso
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Alicia Carreras
La 22enne Alicia Carreras racconta a Fanpage.it le minacce dell’ex nonostante il giudice due mesi fa abbia stabilito per lui la misura del braccialetto elettronico: “Credevo che denunciare mi avrebbe tenuta al sicuro, invece subisco l’inefficienza dello Stato”.

È stata a sequestrata in casa dal compagno coetaneo 22enne sotto la minaccia di un coltello per sette ore e nonostante la ragazza abbia denunciato, ormai due mesi fa, si trova ancora in balia delle violenze del giovane: l’ordine del giudice di Milano di braccialetto elettronico, infatti, non è stato ancora eseguito e così le ultime minacce alla vittima risalgono a soltanto a sabato notte.

È il dramma che ha vissuto e sta ancora vivendo, nella paura, la 22enne italiana Alicia Carreras, in attesa che lo Stato la protegga. Per un anno e mezzo la giovane, che fa la tiktoker di professione, ha convissuto con il fidanzato coetaneo B. S., originario dello Sri Lanka, il quale all’inizio della relazione si era dimostrato, come lei racconta a Fanpage.it, “gentile e premuroso”, regalandole rose e facendo gesti romantici , salvo poi, sempre più spesso, iniziare a maltrattarla, prima con le parole come “stupida” , “mongoloide” e “puttana”, e poi con i fatti. “Il primo episodio di violenza fisica è stato a luglio del 2025 – spiega Alicia – mi ha messo le mani al collo davanti a una mia amica , urlandomi ‘Puttana!'. La mia amica ha provato a difendermi e lui ha minacciato di mettere le mani addosso anche a lei”.

La 22enne però in quel caso aveva deciso di perdonare il fidanzato: “Non l’ho cacciato via, anche se avrei potuto farlo perché in casa pagavo tutto io e ho continuato ad accettare le sue regole. Io ad esempio non potevo uscire da sola di casa, perché lui me lo impediva, neanche a comprare le sigarette” , dice la ragazza, che ha deciso di rendere pubblica la sua storia anche con un video, perché si sente abbandonata dalle istituzioni e ormai vive nel terrore.

L’ex fidanzato infatti è tornato a farsi vivo due notti fa, dopo essersi infiltrato in un suo profilo social, “con password rubate mentre dormivo”, dice Alicia, che nel video racconta come il giovane l’abbia tempestata di frasi per terrorizzarla, mentre ricorda l’escalation di violenze che ha subito in questi mesi passati, culminate nelle sette ore di terrore vissute sequestrata nella sua casa milanese mentre il compagno brandiva un coltello e glielo puntava.

“Subito dopo andava a prendere un coltello, un panno da cucina e del prodotto Cif per pulire la cucina. Iniziava quindi a pulire il coltello e mi diceva di prenderlo io perché, se fosse successo qualcosa, essendoci le mie impronte, avrebbe potuto sembrare un suicidio – si legge nella denuncia depositata da Alicia presso la stazione dei carabinieri di Milano di Porta Garibaldi – Da quel momento iniziava a dirmi che per tutta la notte mi avrebbe sottoposta a pressioni psicologiche per circa sedici ore, perché dopo si sarebbe addormentato, e che nell'arco di quelle sedici ore mi avrebbe ammazzata. Ripeteva questa minaccia moltissime volte. Continuava inoltre a dirmi che avrebbe ‘spaccato la faccia' a mia madre e che l'avrebbe presa a calci, che sarebbe andato a cercare mio padre e mi chiedeva dove abitassero i miei familiari. Diceva inoltre che avrebbe ammazzato mia zia, mio zio e mio cugino che abitavano in Piemonte. Per tutto il tempo continuava a dirmi di stare zitta, che non dovevo muovermi e che potevo farlo soltanto se me lo permetteva lui. Lo stesso valeva per il parlare e, soprattutto, per l'utilizzo del telefono".

"A un certo punto avevo necessità di andare in bagno e lui mi seguiva fin lì – si legge ancora – Per la paura addirittura vomitavo. Continuava a dirmi che ero il suo ‘cagnolino' e mi ordinava di abbaiare, altrimenti mi avrebbe accoltellata. Per il terrore, in un'occasione eseguivo ciò che mi ordinava e abbaiavo. Durante tale condotta riuscivo a malapena a respirare e lui mi impediva di parlare, urlare o chiamare le Forze dell'Ordine, dicendomi che, altrimenti, mi avrebbe ammazzata. […] Preciso che durante la precedente discussione mi sferrava due schiaffi in faccia. Subito dopo cambiava atteggiamento, mi chiedeva di allontanarmi e mi diceva che fino a quando non avesse dormito non avremmo fatto pace. Mi diceva anche che mi avrebbe ammazzata mentre dormivo […]. Nel frattempo cercava su internet una palestra di combattimento e gli veniva l'idea di andarci per sfogarsi, dicendomi che almeno si sarebbe sfogato con loro e non con me”.

Alla fine, il fidanzato di Alicia esce di casa per andare in palestra, lei scappa e va dai carabinieri a denunciare. “Credevo che ciò mi avrebbe messa al sicuro – dice Alicia- invece subisco l’inefficienza dello Stato”

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